VESCOVO DI TERNI SODDU INAUGURA LA NUOVA PORTA DELLA CASA MASSONICA A TERNI

“Il 27 settembre la Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia, in via Roma a Terni, ha aperto le proprie porte al pubblico, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ingresso…Dopo la cerimonia ha avuto luogo la visita alla Casa Massonica che conta al proprio interno due templi, alla quale hanno preso parte il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Giovanni Bruno, del vescovo Francesco Antonio Soddu, che nei loro messaggi di saluto hanno ringraziato per l’invito ed espresso l’auspicio che iniziative come questa possano alimentare il dialogo e il confronto tra realtà diverse sconfiggendo i pregiudizi“. Così recita un articolo apparso lo stesso giorno, sul sito del Grande Oriente d’Italia che potete leggere qui.

Ecco la chiesa del dialogo, dell’ecumenismo religioso e dei ponti che non si ferma e corre ad abbracciare e supportare tutti, perfino i nemici. Attenzione, non ho scritto “perdonare” ma “supportare” il che è molto diverso. Da sempre la Chiesa ha condannato la Massoneria ma a quanto pare, da qualche anno a questa parte, sembra addirittura osannare e portare in trionfo. Da notare come nel video il vescovo regga la fascia tricolore ed applauda alla fine, dopo il taglio del nastro.

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Vorrei citare un grande pontefice, San Pio X, che affermava, parlando della Massoneria: “Sappiamo tutti fin troppo bene i covi di oscurità in cui vengono elaborate quelle perniciose dottrine … Le menti chiare non dovrebbero essere sedotte da loro”. (Dalla lettera di Pio X all’Episcopato francese, 25 agosto 1910.)

Anche San Massimiliano Kolbe ebbe a dire la sua relativamente all’incompatibilità della stessa con la dottrina ecclesiale. In un articolo del ‘24, diceva: «Attualmente, la Massoneria è, senza dubbio, il capo del serpente infernale. Non dico i massoni, ma le loro finalità, la loro organizzazione che è rivolta contro Dio e contro la felicità delle anime».
In un articolo del ‘26, scriveva ancora: «(…) in questi nostri tempi, il capo dei nemici della Chiesa e della salvezza delle anime è la Massoneria!».

Non mi dilungo sulla questione, ci sarebbe molto da dire, ma esorto tutti i Cattolici, quelli veri e rimasti in piedi, a pregare in riparazione di questi atti sacrileghi ed infernali che alti prelati (recando un dolore immenso al cuore di Cristo), commettono pubblicamente. Essi mettono in serio pericolo la salvezza delle anime a loro affidate, producendo anche scandalo a coloro che cercano una guida luminosa, in questo momento di tenebre fitte.
“Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?”.

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PUTIN: LA DITTATURA DELLE ÉLITES OCCIDENTALI È UN VERO E PROPRIO SATANISMO

Si è tenuto lo scorso 30 settembre il discorso del Presidente Putin in occasione della firma degli accordi per l’ammissione in Russia delle regioni DPR, LPR, Zaporozhye e Kherson.

Vi riportiamo alcuni estratti significati che ci fa capire il tenore del messaggio inviato all’occidente ed alla Nato in particolare:

“Cari cittadini della Russia, cittadini delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, abitanti delle regioni di Zaporozhye e Kherson, deputati della Duma di Stato e senatori della Federazione Russa!
Come sapete nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nelle regioni di Zaporozhye e Kherson si sono svolti i referendum. Lo spoglio è terminato e i risultati sono noti. La gente ha fatto la sua scelta, una scelta inequivocabile.
Oggi firmiamo i trattati di ammissione alla Russia della Repubblica Popolare di Donetsk, della Repubblica Popolare di Lugansk, della Regione di Zaporozhye e della Regione di Kherson. Sono sicuro che l’Assemblea Federale sosterrà le leggi costituzionali sull’ammissione e la formazione in Russia di quattro nuove regioni, quattro nuove entità costitutive (nuovi soggetti) della Federazione Russa, perché questa è la volontà di milioni di persone”. 

I passaggi chiave

“Con le loro politiche distruttive, le loro guerre, i loro saccheggi hanno provocato l’enorme ondata di flussi migratori di oggi. Milioni di persone subiscono privazioni, abusi, muoiono a migliaia nel tentativo di raggiungere l’Europa.
Ora esportano grano dall’Ucraina. Dove va a finire con il pretesto di ‘garantire la sicurezza alimentare ai paesi più poveri del mondo’? Dove va? Va tutto negli stessi Paesi europei. Solo il 5% è stato destinato ai Paesi più poveri del mondo. Ancora una volta un’altra bufala e un vero e proprio inganno.
L’élite americana sta essenzialmente usando la tragedia di queste persone per indebolire i suoi rivali, per distruggere gli Stati nazionali. Questo vale anche per l’Europa, per l’identità di Francia, Italia, Spagna e di altri Paesi con una storia secolare.
Washington chiede sempre più sanzioni contro la Russia, e la maggior parte dei politici europei umilmente concorda. Capiscono chiaramente che gli Stati Uniti, spingendo l’UE ad abbandonare totalmente l’energia e le altre risorse russe, stanno praticamente deindustrializzando l’Europa e si stanno impadronendo completamente del mercato europeo – capiscono tutto, queste élite europee, capiscono tutto, ma preferiscono servire gli interessi degli altri. Non si tratta più di una banalità, ma di un diretto tradimento dei loro popoli. Ma che Dio li accompagni, sono affari loro.
Ma le sanzioni non bastano agli anglosassoni che sono ricorsi al sabotaggio – incredibile, ma è un dato di fatto: facendo saltare i gasdotti internazionali del North Stream, che passano sotto il Mar Baltico, distruggendo di fatto l’infrastruttura energetica europea. È evidente a tutti chi ne trae vantaggio. Ovviamente, lo ha fatto chi ne ha beneficiato”.

Contro l’ideologia gender e per il ripristino della tradizione

In sostanza, sputano sul diritto naturale di miliardi di persone, la maggior parte dell’umanità, sulla libertà e sulla giustizia, sulla possibilità di determinare il proprio futuro. Ora sono passati alla radicale negazione delle norme etiche, della religione e della famiglia.
Rispondiamo noi stessi ad alcune domande molto semplici. Ora voglio tornare a quello che ho detto, e voglio anche rivolgermi a tutti i cittadini russi, non solo ai colleghi in platea, ma a tutti i cittadini russi: ma davvero nel nostro Paese, in Russia, vogliamo avere ‘il genitore numero uno’, ‘il numero due’, ‘il numero tre’ (sono completamente impazziti!) al posto di una mamma e un papà? Vogliamo davvero che le nostre scuole inizino a insegnare ai bambini delle elementari a creare perversioni che portano al degrado e all’estinzione? Che venga loro insegnato che oltre alle donne e agli uomini esisterebbero dei gender e che venga loro proposto un intervento per cambiare sesso? È questo che vogliamo per il nostro Paese e per i nostri figli? Tutto questo per noi è inaccettabile, abbiamo un altro futuro, nostro.
Ripeto, la dittatura delle élite occidentali è diretta contro tutte le società, compresi gli stessi popoli dei Paesi occidentali. È una sfida per tutti. Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una ‘religione al contrario’ – un vero e proprio satanismo. Nel Discorso della Montagna, Gesù Cristo, denunciando i falsi profeti, disse: ‘Dai loro frutti li riconoscerete’. E questi frutti velenosi sono già evidenti per la gente, non solo nel nostro Paese, ma in tutti i Paesi, comprese molte persone nello stesso Occidente.

Scarica qui il discorso completo 👇🏻

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Votazioni 25 Settembre: quello che i cattolici possono e devono fare

Oramai sono settimane che siamo nella piena confusione tra raccolta firme, lotte tra partiti anti-sistema, alleanze improbabili, rincorse per accaparrarsi i candidati da proporre nei collegi; per non parlare delle continue domande su chi votare, perchè votare uno piuttosto che l’altro oppure scheda bianca, scheda nulla, astensionismo ecc…ecc…
Non sono poche le richieste che giornalmente arrivano al sottoscritto, soprattutto dopo che non si è potuta concretizzare una vera realtà politica cattolica, per i motivi che già il Comitato LiVe ha abbondantemente spiegato ed argomentato negli scorsi comunicati. In tutta sincerità faccio fatica anche io a dare una risposta esaustiva a me stesso, e quindi? Che si fa? Di certo non possiamo rimanere spettatori tiepidi dello spettacolo che ci si presenta davanti anche perchè, qualunque cosa decideremo di fare o non fare, sarà comunque una scelta determinante per il nostro futuro.

La prima cosa che mi è passata per la mente, è stata quella trovare un modo di sparire completamente il 25 e ricomparire il 26 di settembre come se nulla fosse, cosi da non doverci pensare e non dovermi preoccupare di tale questione, una sorta di smaterializzazione momentanea. Ovviamente dopo una risata, sapendo di aver immaginato una via irrealistica e decisamente irresponsabile, sono passato a qualcosa di più concreto. La soluzione che mi è venuta in mente, che credo davvero essere la via migliore per un sano discernimento, è quella di affidare le nostre scelte allo Spirito Santo. Sappiamo che i piani di Dio si muovono nella storia umana attraverso battaglie, cadute, epidemie, guerre, persecuzioni, contraddizioni, rinascite, successi, vittorie e come succede nei conclave lo Spirito Santo guida le scelte della Chiesa, ispira i santi, converte i peccatori e nomina gli amministratori dei beni terreni. Dio si serve di tutto per compiere il suo disegno di salvezza dell’umanità.

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno”.

Romani 8,28

Per questo ho deciso di proporre una “novena per la scelta dei governanti”, per avere ben chiaro ciò che dovremo operare secondo la volontà di Dio. Ripetiamo da oltre due anni che questa è una battaglia soprattutto spirituale, ora non possiamo pretendere di combattere la stessa con il semplice sentimento, abbandonando le armi che il cristiano dovrebbe utilizzare come prima risorsa. Non possiamo seguire le varie tirate di giacca a seconda di chi ci ispira di più o di chi vuole arruffianarsi il nostro consenso. Non possiamo neanche pensare che basti votare il meno peggio per lavarci la coscienza, per essere a posto con i nostri doveri, dobbiamo fare la cosa gradita a Dio in primis. La confusione che si è creata, anche nella fazione degli anti-sistema, è di natura demoniaca, lo dimostra la varietà di ideologie e di filosofie che compongono quelle liste stile macedonia, oltre ai litigi fra loro che mettono in difficoltà e ci fanno desistere nello scegliere. Sono convinto che dobbiamo affidarci in maniera ancor più seria al Signore, dedicandogli 9 giorni di meditazione e preghiera affinché sia la sapienza a guidarci. Ho scelto apposta i passi del Libro della Sapienza, la quale è rivolta sia a noi come popolo che ai governanti come i depositari ed esecutori del mandato divino. La inizieremo venerdì 16 Settembre terminandola il giorno prima della votazione sabato 24 Settembre. La domenica 25, prima di entrare in cabina, recitiamo ancora una volta l’invocazione allo Spirito Santo e a cuor leggero facciamo ciò che Dio ci indica, qualunque cosa, il tutto con estrema fede.
Non ho previsto nessuna diretta o recita comunitaria online, non ne ho il tempo, ma ognuno dovrà (se vorrà) recitarla privatamente o in comunità con altre persone, utilizzando il PDF che ho preparato. Potete scaricarlo, condividerlo, stamparlo e darlo anche agli stessi candidati e/o leaders dei diversi partiti, servirà anche a loro come ispirazione spirituale nel compito che Dio li chiama ad assolvere. Questa mia iniziativa non vuole in alcun modo imporsi, ma solo aiutare persone che come me non sanno dove sbattere la testa e che si sentono in dovere di combattere contro questo Moloch tecnocratico.
Solo Dio sa come guidarci in questo periodo di tenebre fitte, diamogli la nostra mano e lasciamoci condurre senza che il demonio possa turbarci…


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La statua della Regina dell’Amore, di San Martino di Schio, collocata nel parlamento di Bruxelles

La Regina dell’amore entra nel parlamento europeo a Bruxelles!! Regina dell’amore prega per noi e per il mondo intero, prega per i politici che possano convertire i loro cuori a Dio”.
Così recita il post, sul gruppo Facebook Devoti della REGINA DELL’AMORE San Martino di Schio, pubblicato ieri 8 settembre 2022 da parte dell’amministratore dello stesso gruppo.
Questo evento ha dell’incredibile ma allo stesso tempo del profetico, basti pensare al fatto che proprio nel parlamento di Bruxelles sembra esserci un concentrato di poteri avversi al bene, i quali stanno continuamente propugnando atti contrari ai principi non negoziabili.
Ricordiamo le leggi sull’aborto, l’eutanasia, le linee guida a favore del gender, la sospensione delle libertà fondamentali e tutte quelle normative opposte alla legge naturale. 

Parlamento di Bruxelles

Curioso il fatto che proprio l’8 settembre sia il giorno della festa della natività della B.V Maria e che in questo giorno, nel quale il mondo piange la dipartita della Regina d’Inghilterra, una più grande Regina sia stata collocata in un luogo non troppo distante da Buckingham Palace.
Non sappiamo ancora quale sarà l’influenza che, la statua della Regina dell’Amore, eserciterà su coloro che la vedranno o le passeranno vicino, possiamo però unirci in preghiera affinché, anche solo parlamentare possa rimanerne colpito tanto da esserne quel sassolino nell’ingranaggio di una macchina che ha oramai possiamo definire infernale. Inoltre, se questo è stato possibile senza che vi fosse opposizione ferma e determinata da parte di Bruxelles, allora possiamo pensare che Iddio ha un piano ben preciso e che Maria di certo spargerà le sue grazie, soprattutto in questo luogo, dove vi è più bisogno di amore e di conversione.

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Santo Curato d’Ars: il prete che nessuno voleva

Il prete che nessuno voleva

Di Giovanni Maria Vianney, passato alla storia con il titolo di Santo Curato d’Ars, è stato detto che divenne sacerdote solo per volontà divina, nonostante tutti fossero contrari. Aveva trascorso l’infanzia e la giovinezza tra i campi e dietro il bestiame, a recitare rosari in ginocchio sui prati e ad adorare il Santissimo nelle chiesette di campagna. Aveva imparato a leggere a 17 anni, studiando in una canonica, sotto la guida di un prete. Ed era entrato in seminario a 26 anni, riuscendo a mettere in crisi l’istituzione con la sua ignoranza. I superiori, quando lo incontravano, scuotevano la testa ed, alla fine, lo espulsero sconcertati, con questa motivazione: “La vita sacerdotale non è per lui. Restando qui sprecherebbe il suo e il nostro tempo”. Scriveva e leggeva a fatica, non comprendeva il latino, guardava i libri come a dei nemici, sentendosi umiliato dalla sua incapacità. E lui, da parte sua, rimpiangeva i campi paterni, ammettendo di non riuscire a “cacciare nulla nella testa”. Nessuno poteva immaginare che in quel giovane dalla magrezza spettrale, a motivo della dura vita ascetica, si nascondesse un santo. E che un papa, Pio XI, nel 1929, nel proclamarlo santo, lo avrebbe definito “celeste patrono di tutti i parroci dell’universo”. A quest’uomo incredibile sono state associate le parole del salmo 117: “La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo”.

Era figlio di contadini che dimoravano nei pressi di Lione. Nato, nel 1786, alla vigilia della Rivoluzione francese, la sua infanzia fu condizionata dalla fede granitica di una famiglia che ospitava i preti che celebravano segretamente la Messa, nei fienili e nelle cantine, per non aver voluto giurare fedeltà alla rivoluzione. I genitori avevano consacrato i loro sei figli alla Madonna, prima ancora della nascita. Sua madre Maria, sospendeva il lavoro ad ogni ora, quando la campana scandiva il tocco, offrendo il suo tempo al Signore con un Ave. Abitudine che Giovanni conserverà per tutta la vita. Egli riconosceva che l’amore per il Signore lo doveva alla mamma: “Un figlio che ha avuto la fortuna di avere una buona madre, non dovrebbe mai guardarla, né pensare a lei, senza commuoversi fino al pianto”. Ci fu solo un’altra persona che credette sempre in lui e fu l’abbé Charles Balley. Gli fece scuola in canonica, con la sua autorità gli ottenne l’ammissione in seminario ad età avanzata e la riammissione dopo l’espulsione. Fu lui ad accompagnarlo per mano verso l’altare, fra mille difficoltà, fino all’ordinazione, avvenuta nel 1815.

Ma quando Giovanni Maria Vianney divenne sacerdote, per la diocesi di Lione si presentò un problema: dove collocare questo giovane prete, timido ed impacciato, tutta santità e niente scienza? C’era a 35 chilometri, a nord di Lione, un villaggio di 230 anime, isolato per la mancanza di strade, abitato da gente primitiva ed indifferente alla religione. Un grumo di case per cui non era opportuno sprecare un prete di valore. Fu così che a 32 anni, Giovanni Maria Vianney si mise in cammino in cerca di Ars, chiedendo ai passanti dove si trovasse. Quando vi giunse e conobbe il suo popolo, non si perse di coraggio ma fece questa preghiera: “Mio Dio, accordatemi la conversione della mia parrocchia. Accetto di soffrire tutto quello che vorrete, per tutto il tempo della mia vita”. E per la conversione della sua gente ce la mise tutta. Ma, all’inizio, non fu facile. La gente lo ignorava ed egli passava la giornata chiuso in chiesa, raccolto in preghiera di fronte al tabernacolo, sotto l’occhio del Signore: “Lui guarda me – diceva – ed io guardo lui”. Per tre volte tentò la fuga, sognando di rifugiarsi in un monastero. Ed ogni volta, il suo piccolo popolo di zotici, che cominciava ad apprezzarlo, lo riacciuffò. La terza volta rientrò in paese a testa bassa, mormorando: “Sono stato un bambino”.

Quello che accadde dopo ha dell’incredibile. La fama del santo curato riempì tutta la Francia e si diffuse oltre i suoi confini. Dopo cinque anni, Ars non si riconosceva. Il villaggio fu trasformato da piccolo centro di contadini materialisti, dediti al vino ed alla bestemmia, in una parrocchia modello di gente che pregava ad ogni tocco di campana. Venne il giorno in cui questo paese divenne il crocevia di masse di pellegrini, provenienti da tutta la Francia e da oltre confine, persino dall’America. Curiosi, persone afflitte da mali di ogni genere affluirono a migliaia. Anche principi e cardinali venivano, in incognita, ad ascoltare le sue omelie e ad accostarsi al confessionale. E qualcuno, tornando a casa, ammetteva: “In quell’uomo, ho visto Dio”.

Le sue armi di conquista furono: un amore ardente per Dio e per le anime; la preghiera; una penitenza spietata; la stima infinita per il sacerdozio; l’istruzione religiosa, realizzata con parola dettata dal cuore; ed infine, una lotta continua, corpo a corpo, contro il principe delle tenebre.

– La penitenza. Giovanni Maria non ebbe mai nessuna pietà per il suo “cadavere”, come egli chiamava il corpo. Si sottoponeva a durissime penitenze, dormendo su un letto senza materasso, in una stanza a pian terreno molto umida, dalla quale contrasse dolorose nevralgie facciali che lo accompagnarono per tutta la vita. Cuoceva patate per una settimana, in una rozza marmitta, rimasta leggendaria, e mangiandole fredde. Di tanto in tanto, faceva cuocere un uovo nella cenere oppure impastava un pugno di farina con acqua e sale. Per convertire i peccatori incalliti, rincarava la dose e ricorreva a giornate di digiuno totale o mangiava erba, come era abituato a fare da giovane. Affermava: “Il demonio fa poco conto dei flagelli e degli altri strumenti di penitenza. Ciò che lo sbaraglia è la privazione nel bere, nel mangiare e nel dormire”.

– La stima per il sacerdozio. Come ha scritto papa Benedetto XVI, il Curato d’Ars era umilissimo, ma consapevole, in quanto prete, d’essere un dono immenso per la sua gente. “Oh come il prete è grande! – affermava il santo curato – Se egli si comprendesse, morirebbe … Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia … Dopo Dio, il sacerdote è tutto! … Lui stesso non si capirà bene che in cielo”. Ed aggiungeva: “Come fa bene un prete ad offrirsi in sacrificio a Dio tutte le mattine … La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria”.

– L’istruzione religiosa. Con essa, il santo curato debellò l’ignoranza, lanciando una crociata contro la bestemmia, il lavoro festivo, le osterie e i balli. Ma, il luogo privilegiato in cui egli incontrava la gente fu il confessionale, dove passava anche 18 ore, benché sfinito dalla fatica. Nel confessionale, quest’ometto spettrale, dall’occhio arguto, penetrava nei segreti delle anime, prima che la gente aprisse bocca. Egli mostrava per il peccatore la più tenera compassione ma era spietato verso il peccato. Se non vedeva il pentimento, non assolveva. Anche quando il penitente lo minacciava di andare da un altro confessore. In certi casi, tuonava, spiegando che esiste una santa collera che viene dallo zelo “con cui dobbiamo sostenere gli interessi di Dio”. Giovanni Maria Vianney non aveva nulla di moderno, come la gran parte dei santi. I suoi antidoti al peccato erano quelli tradizionali della Chiesa cattolica: le messe quotidiane, i sacramenti, il catechismo, i vespri, le preghiere, le letture devote, il rosario, le processioni, le benedizioni e le rogazioni, una profonda devozione per le anime del Purgatorio. Ma, a convertire le anime era la sua santità, la sua fede, il suo sconfinato amore per Dio e per gli uomini. Incoraggiava alla comunione frequente, affermando che non tutti quelli che si avvicinano all’altare sono santi, ma i santi sono fra coloro che si comunicano spesso. Egli, tuttavia, non era uno spiritualista disincarnato. La sua carità abbracciava tutto l’uomo. Aprì, ad Ars, una scuola ed un orfanotrofio per ragazze, chiamato “Providence” in cui giunse ad ospitare 60 giovani. E’ noto che, un giorno , il cibo cominciò a scarseggiare. Il curato pregò ed il granaio si riempì. La cosa singolare è che il poco grano vecchio rimasto si distingueva dai chicchi nuovi.

– Le vessazioni diaboliche. Il maligno, che lui chiamava “rampino”, lo pedinò per anni. Ma egli era contento quando il “rampino” lo tormentava perché era sicuro che, il giorno dopo, qualche grande peccatore sarebbe venuto da lui per riconciliarsi con il Signore. Grugniti di orso, latrati di cane, incendi nella casa … Satana rovesciava le sedie, scuoteva i mobili, non gli permetteva di riposare, mentre ripeteva: “Vianney, Vianney! Mangiapatate! Ah! Non sei ancora morto! … Un giorno ti avrò”. Invece, fu Giovanni ad averla vinta. Venne il momento in cui Satana, sconfitto, cessò di molestarlo, riconoscendo che quel prete, con la sua fede e le sue penitenze, gli aveva strappato più anime di tutti. Una volta un indemoniato gli gridò: “Quanto mi fai soffrire … Se sulla terra ci fossero tre persone come te, il mio regno sarebbe distrutto”.

Per comprendere quanto fosse semplice e genuina, diretta e comprensibile per la gente la spiritualità del Santo Curato, basta leggere un brano del suo Catechismo: “Pregare ed amare. Questa è la felicità dell’uomo sulla terra. La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. La preghiera non ci lascia mai senza dolcezza. E’ miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole”.

San Giovanni Maria Vianney morì consunto dalla fatica del confessionale, come padre Pio e come padre Leopoldo Mandic. Spirò sfinito, senza agonia, il 4 agosto 1859, alle 2 di notte, a 73 anni, mentre le campane di tutta la regione rintoccavano a lutto. File interminabili di fedeli resero omaggio alla sua salma per dieci giorni e dieci notti. Pio XI lo proclama santo nel 1925. E’ il primo parroco ad essere canonizzato. Il suo cuore, incorrotto, è oggi custodito nel Santuario di Ars, dentro una teca di bronzo argentato, donata dai fedeli di Roma. Nel 1959, centenario della morte, Giovanni XXIII gli ha dedicato l’enciclica “Sacerdotii nostri primordia” (Modello del nostro sacerdozio).

Luciano Verdone

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MONS. VIGANO’: ALCUNI CONSIGLI PASTORALI SULLA COERENZA DEI CANDIDATI ALLE ELEZIONI POLITICHE PER UN VOTO CATTOLICO CONSAPEVOLE

UNA GRAVISSIMA CRISI sta colpendo l’Italia e, con essa, molte altre nazioni in cui la cupola eversiva internazionale del WEF ha preso il potere. Nel corso di questi anni abbiamo visto uscire dallo Young Global Leaders for Tomorrow personaggi fino ad allora sconosciuti, che come d’incanto hanno raggiunto posizioni di governo, o dipendenti di banche d’affari ricevere investiture istituzionali senza alcun voto del popolo che, a parole, è detto sovrano. 

Ma questo popolo sovrano, dopo due anni di follie criminali da parte di tutti questi governi e parlamenti asserviti alla finanza internazionale, non avrà forse ancora compreso l’immane delitto compiuto contro l’umanità da questi congiurati, ma ha capito che i partiti “di sistema” hanno vergognosamente tradito gli impegni assunti con gli elettori, rendendosi complici di questo golpe bianco compiuto prima con il pretesto dell’emergenza pandemica, poi bellica e infine energetica. 

L’emorragia di voti da partiti di governo e di opposizione sarà la conferma di una profonda spaccatura tra la classe politica e i cittadini, corrispondente a quella che separa la Gerarchia bergogliana dai fedeli cattolici. Il deep state ha ormai fatto cadere la maschera svelando il volto della tirannide, così come la deep church si mostra in tutta la sua indole eretica e apostata. Cittadini e fedeli guardano con sgomento l’Autorità – che dovrebbe essere per loro di guida e di aiuto – infierire su di essi per colpirli nel corpo e ucciderli nell’anima. 

E cos’è questa, se non la oscena rivelazione – nel senso etimologico della parola apocalisse – di un mondo dal quale è stato cacciato Cristo Re, Principe della pace? Di una chiesa che Lo rinnega con le parole e Lo crocifigge con la scandalosa condotta?

Questo tradimento dell’Autorità ci mostra quanto sia importante che chi ricopre ruoli di guida e di governo – tanto nello Stato quanto nella Chiesa – debba ricordare che il proprio potere è vicario di quello di Cristo, che è Re delle Nazioni e Capo del Corpo Mistico. Non est enim potestas nisi a Deo (Rom 13, 1), dice San Paolo: non vi è alcun potere se non da Dio. 

Chi intende svolgere un ruolo nella società civile deve sapere che il suo impegno di governo e la sua azione politica devono conformarsi al fine per il quale Dio ha istituito l’autorità temporale; ogni loro azione deve essere orientata al bene comune, retta dalla giustizia e temperata dalla misericordia, animata dalla carità e guidata dalla fede. Occorre una classe politica che si renda protagonista della rinascita morale del Paese, e che consideri il proprio ruolo come un servizio reso alla comunità, sapendo di dover rendere conto del proprio operato a Cristo Re, di cui essa è vicaria. Senza un principio morale trascendente non vi può essere riscatto per l’Italia né per il mondo, dal momento che proprio sulla cancellazione della Religione dalla società si è basata la rivoluzione che ha sovvertito le Nazioni da oltre due secoli.

Le parole di Nostro Signore «Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare» (Mt 22, 21) non si riferiscono solo al dovere del Cattolico di pagare il giusto tributo all’Autorità civile, ma anche quello di impegnarsi come cittadino, titolare di diritti elettorali attivi e passivi, cooperando al bene comune. Votare è dunque un dovere, nella misura in cui il Cattolico può scegliere consapevolmente chi meglio difenda a suo nome i principi della legge naturale e della Religione. Se poi non vi fosse nessun partito che fa propri questi temi, giudicherà l’elettore se astenersi dal voto.

L’attuale situazione politica è estremamente complessa, sia per il tradimento della volontà dell’elettorato e la violazione delle libertà fondamentali da parte di tutti i partiti della compagine parlamentare e della sedicente opposizione, sia perché i nuovi partiti e movimenti sembrano avere un programma abbastanza generico, se non taluni totalmente discutibile, su alcuni temi che i Cattolici considerano giustamente irrinunciabili. Votare per un candidato favorevole all’aborto è un peccato grave, così come può esserlo dare il proprio voto a un partito favorevole all’eutanasia, alla manipolazione genetica, all’indottrinamento LGBTQ o alla teoria gender. Un partito che non si opponga strenuamente alla legalizzazione dei cosiddetti “matrimoni gay” o all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali non dev’essere nemmeno preso in considerazione da un Cattolico, ancor prima di sapere come si pone rispetto ad altri temi. Immagino che altrettanto facciano i nemici di Cristo, guardandosi bene dal dare il proprio voto a partiti o candidati contrari alla maternità surrogata o alla liberalizzazione della droga.

Occorre dunque che, nella confusione che regna su questi argomenti di rilevanza morale, i Cattolici chiedano ai candidati e ai partiti di dichiarare la propria posizione in modo chiaro, affinché il voto dell’elettore possa essere espresso responsabilmente e permetta di veder messo in pratica in Parlamento quello che il candidato o il partito si erano impegnati di fare una volta eletti.

Mi permetto di indicare alcune domande, confidando che i partiti vorranno pronunciarsi in modo chiaro e ufficiale (anche semplicemente indicando che quel tema non fa parte del loro programma). Sono certo che i Cattolici, disorientati anche per il silenzio sconcertante della Gerarchia, sapranno comprendere quanto sia importante la coerenza del loro voto con i principi della Morale cristiana: un voto consapevole e responsabile è la migliore conferma del dare a Cesare quel che è di Cesare. 

Invito tutti i fedeli a invocare lo Spirito Santo perché, con l’intercessione di Maria Santissima, Sedes Sapientiæ, illumini gli elettori nella loro scelta e i candidati nel servire Dio e la Patria contribuendo al bene comune e ad una rinascita spirituale degli Italiani. 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

26 Luglio 2022

ALCUNI TEMI SU CUI FARE CHIAREZZA PER UNA CAMPAGNA ELETTORALE ONESTA E UN VOTO CATTOLICO RESPONSABILE

I.  Santità e inviolabilità della vita e della persona

1.  Il partito e/o il candidato difende la vita dal concepimento alla morte naturale? 
2.  Si oppone con determinazione all’aborto e all’eutanasia? Si impegna a promuovere la rimozione della loro legalizzazione?
3.  Contrasta la fecondazione artificiale, la sperimentazione embrionale, la manipolazione genetica, la maternità surrogata, le dottrine e le pratiche del transumanesimo? 
4.  Combatte – almeno a grandi linee – il neomalthusianesimo, le teorie sul sovrappopolamento del pianeta, la sperimentazione dei farmaci sull’uomo? 
5.  Intende contrastare l’uso di materiale umano abortivo per la ricerca scientifica o per la produzione di farmaci o altri prodotti?
6.  Intende opporsi alle terapie di sospensione dello sviluppo ormonale dei minori?

II.  Morale familiare e sociale

1.  Il partito difende la famiglia naturale, composta da uomo e donna? 
2.  Propone forme di aiuto per le famiglie e per incentivare la natalità? 
3.  Si oppone alle “nozze” omosessuali? 
4.  È contrario all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali?
5.  Contrasta l’ideologia LGBTQ e la teoria gender? 
6.  Riconosce il diritto nativo dei genitori all’educazione della prole? si oppone all’indottrinamento dei bambini e dei giovani da parte dello Stato?
7.  Il partito vieta espressamente l’appartenenza dei suoi membri alle sette segrete, alle logge massoniche e paramassoniche?

III.  Sovranità della Nazione, immigrazione, pandemia

1.  Il partito persegue chiaramente l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea? Quali sono le azioni specifiche che intende intraprendere, e con quale scadenza? 
2.  Il partito persegue chiaramente l’uscita dell’Italia dall’OMS e da altre organizzazioni internazionali che ne minano la sovranità nazionale? 
3.  Si impegna con proposte concrete volte a riacquisire la sovranità monetaria, anzitutto con l’uscita dall’euro e l’istituzione di una banca centrale realmente pubblica e soggetta all’Autorità politica? 
4.  Prevede la cancellazione del vincolo di bilancio dalla Costituzione? 
5.  Quali sono le proposte del partito in tema di tutela dell’interesse nazionale? 
6.  Con quali azioni intende vietare le interferenze delle lobby internazionali nella politica italiana? 
7.  Come si pone rispetto alla necessità di nazionalizzare i servizi pubblici?
8.  Quali iniziative intende adottare per bloccare l’immigrazione clandestina? intende far rimpatriare gli immigrati irregolari? 
9.  Il partito è favorevole alla sospensione dell’invio di armi in Ucraina e come si impegna nel consesso internazionale per una equa trattativa di pace?
10.  Qual è (ed eventualmente, qual è stata finora) la posizione del partito sull’emergenza pandemica? ha proposte specifiche per impedire che si ripetano in futuro le violazioni dei diritti fondamentali e i danni alla salute dei cittadini? 
11.  Il partito si impegna a promuovere l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui crimini legati alla cosiddetta pandemia?
12.  È determinato a revocare i fondi attualmente destinati all’editoria, dimostratisi una forma di controllo dell’informazione?

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Comunicato ufficiale del Comitato Liberi in Veritate per le elezioni politiche del 2022

25 luglio 2022 

Vista l’estrema urgenza e gravità del momento attuale e la pressione che amici e simpatizzanti stanno esercitando per una presa di posizione ufficiale, il Comitato Liberi in Veritate (LiVe) propone 10 punti fondamentali come base di programma alle forze politiche che riusciranno ad essere presenti alle elezioni del 25 settembre 2022. 

1) Eliminazione di tutti i provvedimenti concernenti la gestione dell’emergenza pandemica e delle norme liberticide relative all’obbligo vaccinale; di ogni rifiuto forma di controllo da remoto tramite strumentazione informatica (Green Pass, passaporto digitale, microchip et similia), come dell’obbligo dell’utilizzo di mascherine e ogni forma di distanziamento sociale. Eliminazione di protocollo medici in essere e ritorno al corretto rapporto medico paziente, nella piena sovranità della persona in grado di gestire in modo autonomo e libero il proprio corpo che resta inviolabile ed indisponibile.

2) Sostegno alla famiglia con incentivi per le famiglie numerose, nella certezza che sia indispensabile incentivare la nascita di italiani nuovi e la creazione di famiglie rispondenti all’ordine naturale (con padre, madre e figli).

3) Difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale e abolizione del finanziamento pubblico alle pratiche abortive e alle istituzioni ed organismi che propagano l’ideologia gender. Rifiuto di ogni forma di liberalizzazione delle droghe.

4) Indipendenza e sovranità monetaria con l’uscita dall’euro e la creazione di una moneta sovrana non a debito di proprietà del popolo, con la necessità ineliminabile del mantenimento dell’uso del contante. 

5) Libertà e sostegno al tessuto della piccola media impresa, spina dorsale dell’economia italiana, a difesa della libera iniziativa e iniziativa del Made in Italy.

6) Fuoriuscita dalla subalternità alla Nato, alla UE e alle politiche atlantiste, e rifiuto di ogni politica di aggressività verso la Russia. Al posto dell’attuale sistema dell’UE si propone una libera confederazione delle patrie.

7) Rifiuto del globalismo finanziario, dei progetti di post e trans-umanesimo, dell’ecologismo sovversivo e anti-umano.

8) Difesa degli interessi politici, economici, culturali e identificativi italiani dinanzi al consenso degli Stati e soprattutto all’interno dell’Europa.

9) Rifiuto di tutte le politiche immigrazioniste e difesa dell’identità delle popolazioni italiche.

10) Riforma generale della scuola e dell’università secondo i principi di verità e merito. Riforma generale del sistema mediatico secondo una vera libertà educativa e di informazione.

Qualora una forza politica si impegnasse a rispettare e perseguire i suddetti punti programmatici, noi di LiVe ci impegneremmo a sostenerla politicamente e a parteciparvi attivamente, almeno in funzione delle prossime elezioni.

Siamo consapevoli che la coerenza e la fedeltà a programmi simili a questo, negli ultimi anni ha visto spesso tradimenti e rinunce ai punti fondamentali.

Siamo consapevoli che le diverse ideologie maggiori sono in molti punti fondamentali in antitesi con i princìpi sopra espressi.

La certezza del valore morale degli uomini che sono chiamati a decidere nei momenti topici della vita di un paese non è prevedibile e assicurabile in alcun modo. Ogni azione e decisione specie in questo preciso momento comporta l’assunzione di un rischio a volte anche elevato di vedere delusa un’aspettativa di bene comune realizzabile.

Ma noi fin d’ora ci impegniamo a vigilare perché questi punti siano rispettati fedelmente. Qualora ciò non avvenisse, denunceremmo il fatto e porremmo immediatamente alla collaborazione stabilita.

Liberi in Veritate ha come punto di riferimento l’alleanza antiglobalista di monsignor Viganò, e si costituisce sui 25 punti del suo programma ( www.liberiinveritate.it ). La fedeltà e la coerenza ai principi spetta ad ognuno nel proprio campo d’azione.

Per questo dobbiamo agire e portare all’interno di un’iniziativa politica questo portato di valori e idee che riteniamo non nostro, ma provenire dalla Verità dell’unico Re e Signore della storia, Cristo Gesù.

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Prima di pensare ai singoli mattoni è necessario mettere in sicurezza l’intero edificio. A proposito delle preghiere per la pioggia…

di Daniele Logoluso

É notizia recente, quella di monsignor Enrico Solmi vescovo della diocesi di Parma, che ha celebrato una messa (con la mascherina) sulle sponde del fiume Po che attraversa la Pianura Padana, in segno di vicinanza a chi è colpito dalla siccità e per chiedere il dono della pioggia.

Foto di https://www.vaticannews.va/it

Si legge sul sito rainews.it: “La processione, al termine della celebrazione, si è poi conclusa con la benedizione delle acque e una preghiera per il dono della pioggia che manca oramai da settimane nelle zone emiliane“. Fin qua tutto bene e direi anche doveroso da parte di un successore degli apostoli, se non fosse per un particolare importante ovvero il contesto meta-storico nel quale siamo capitati.

C’è un aspetto che il Vescovo sottolinea ma che non sembra voler entrare in profondità, mi riferisco alle parole del discorso: “…non dobbiamo più scherzare e dobbiamo riflettere su quello che ci sta succedendo“. Visto con gli occhi di chi ha capito l’entità dello scontro spirituale in essere, possono sembrare azzeccate ma se si legge il prologo di questa sua esternazione, non lasciano ben sperare. Infatti lo stesso si preoccupata in maniera circoscritta non dell’aspetto escatologico ma di un fenomeno di sofferenza idrica, messa quasi in parallelo con quelle dell’Africa dove sappiamo bene quali gravi emergenze idriche esse abbiano e non di certo quelle di qualche mese di mancate piogge.

Siccità in Burkina Faso

Nessuno nega che in alcune parti d’Italia il livello dei fiumi si sia abbassato, ma nessuno si preoccupa ad esempio di evidenziare come in Regioni, quali la Sardegna, il mese di Maggio abbia portato abbondanti piogge, creando di fatto una situazione opposta rispetto al passato. In sintesi è la prima volta che in Sardegna non hanno l’emergenza idrica.

Alla luce di tutto questo emergono due aspetti fondamentali che ci fanno capire il tempo presente:
– il primo è l’incredibile scollamento cognitivo tra realtà oggettiva e realtà indotta e veicolata dalla paura.
– il secondo è l’effettiva cecità spirituale che accorcia la visuale della percezione del pericolo e allontana il ragionamento dalle cause che hanno portato l’umanità a questo livello di allarme sociale, il quale inevitabilmente crea un effetto domino su tutti gli altri settori.

Non possiamo dimenticare la preghiera fatta da Jorge Mario Bergoglio in piazza San Pietro deserta (il 27 Marzo 2020) per scongiurare la “pandemia” che ancor oggi viene usata come mezzo di controllo ma che, a quanto pare, non sembra essere stata arrestata da questa orazione fatta in solitaria.

VINCENZO PINTO | AFP

Non voglio soffermarmi su quell’avvenimento, ci potremmo scrivere un libro, quindi mi limito solo a far notare come la chiesa modernista si stia concentrando solamente su i singoli cocci rotti, senza preoccuparsi minimamente di rimettere in sesto l’intero edificio in decadimento.

Siamo di fronte ad un s(c)isma di magnitudo 9.9 causato dalla cecità spirituale del clero il quale si è allontanato dalla Verità del Vangelo per abbracciare le logiche del mondo satanico.
La Chiesa è stata fondata da nostro Signore Gesù per salvare le anime dei poveri peccatori frapponendosi tra satana e gli uomini, dando gli strumenti necessari per combattere il male, ma da quando “il fumo di satana sembra essere entrato nella Chiesa” il mondo ha visto un crescere esponenziale dell’odio, della sofferenza, della perversione e della disperazione.
Facendo un’analisi anche superficiale della situazione antropologica ed ideologica odierna possiamo notare una grande devastazione sul fronte della famiglia, della vita, della scienza, della politica, del clima e delleconomia. Ogni aspetto della vita è stato ridotto a macerie le quali si cerca di ricomporre singolarmante ed approssimativamente, sperando di tenerle insieme come si fa con un castello di sabbia, ma una volta che l’acqua è evaporata, ecco che la sabbia tornerà ad essere frammentata ed inconsistente e tutta la struttura cadrà . Così accade quando si cerca, attraverso battaglie unilaterali di ricomporre una struttura che di per se è fallace e destinata a cadere di nuovo. Sia chiaro, non sto affermando che non si debbano fare ma lo abbiamo imparato con il DDL ZAN il quale, fermato al Senato, non è stato impedito a livello comunicativo, istituzionale ed ideologico.

I grandi mali che ci affliggono, le grandi sofferenze dell’umanità e le calamità, sono il risultato di ciò che possiamo riassumere nel termine “peccato contro lo Spirito Santo”. Esso, perpetrato soprattutto in questa ultima fase della storia da parte di tutti gli uomini e causato dal lassismo imperante nel clero, ha contribuito all’avanzare del male in tutta la sua potenza. Chi aveva il dovere di vigilare sulla morale, sulla spiritualità e sulla politica, ha abbracciato il mondo e ne è diventato parte, diventando esso stesso creatore di quelle crepe che si sono verificate nell’edificio bimillenario.
Quando si passa da “essere nel mondo” ad “essere del mondo” le conseguenze sono inevitabili e catastrofiche, il male dilaga e Satana diventa l’imperatore incontrastato portando terrore e disperazione. Nulla può fermare l’acqua impetuosa che ha sfondato la diga se non un’opera di riparazione consistente della stessa, ed è inutile oltre che dannoso, voler mettersi con le mani a fermare il fiume.

Le riparazioni, le preghiere e le richieste dei Vescovi, dei Sacerdoti e di tutto il popolo di Dio devono essere indirizzate verso il Santissimo Sacramento, verso la conversione propria e di tutti i credenti, accompagnate da un pentimento sincero e da un ritorno al vero Magistero della Chiesa. Questa generazione sta peccando contro Dio perché pecca contro le verità rivelate dal Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Nostra Signora di La Salette


La Madonna lo ha già espresso più volte durante i secoli, attraverso le sue apparizioni, che le crisi, le carestie e le guerre sarebbero state causate dall’allontanamento dei pastori da suo figlio Gesù. Per concludere vorrei solo menzionare una frase, contenuta nel segreto di Nostra Signora di La Salette rilasciato ai veggenti Massimino e Melania:
“…..Roma perderà la fede e sarà la sede dell’Anticristo…”

Basterebbe solo questo a farci capire in che stato versa il mondo, ma noi non dobbiamo preoccuparci perché non dobbiamo dimenticare che Gesù ha promesso il “Non Praevalebunt” e sua Mamma a Fatima: “…alla fine il mio Cuore Immacolato Trionferà”. Rimaniamo quindi fiduciosi nella vittoria di Dio ma allo stesso tempo determinati nel combattere il male con la preghiera del Santo Rosario, digiuno a pane ed acqua e soprattutto le buone opere a favore del Regno di Dio.

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Ultim’ora: Draghi annuncia le sue dimissioni

Il Drago lo ha dichiarato alla sua squadra di governo durante il Consiglio dei ministri oggi giovedi 14 luglio 2022, queste le sue parole:

“Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più”.  “E’ venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo – ha proseguito Draghi – In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani. Grazie”

Non so voi ma questa cosa non mi lascia molto sereno, seppur i festeggiamenti di molti nel web mi inducano a lasciarmi andare in esaltazioni estemporanee. Credo che piuttosto lui abbia terminato tutto ciò che doveva fare e questa sia solo una sceneggiata organizzata per farci credere che la ruota comincia a girare. Vedremo cosa accadrà se questa sera verranno accettate da Mattarella le dimissioni del Drago e chi sarà il prossimo personaggio ad occupare il trono. Di certo è strano che dopo Boris Johnson anche il nostro non eletto premier voglia seguire le orme.
Che Dio ci doni le armi per resistere ad un eventuale nuova tempesta e che San Michele ci conduca alla vittoria.

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La sconfitta più grande

di Gloria Callarelli

Non sono i tre punti del derby, non è uno scudetto che dopo qualche giorno si chiude in bacheca e si riempie di polvere. No: questa volta in una delle sfide più difficili che la vita mette davanti, probabilmente Francesco Totti ha perso il suo trofeo più bello. E non parliamo necessariamente della figura femminile accanto al capitano, la nota soubrette e conduttrice Ilary Blasi, dalla quale dopo infiniti rumors si è ufficialmente separato, ma, con una lettura più profonda delle cose, del matrimonio in sé.

Perché le nozze con una persona sono un po’ come il matrimonio con una maglia, e questo Francesco lo sa. Puoi perdere partite, puoi ricevere offerte milionarie, magari anche cedere per un secondo alla tentazione, ma poi l’amore per la tua squadra, la maglia, resta. Nun se tocca, insomma. Può venire a bussare alla tua porta il Real Madrid, puoi sentirti lusingato, entrare in crisi, desiderare una vita diversa. Sognare di vincere, di diventare immortale, di entrare ancora di più nella storia. Puoi scivolare, ma poi rialzarti. Perchè la Roma resta la Roma, vero capitano?

Ecco, forse è per questo che la notizia della fine del matrimonio tra Totti e Ilary alla fine, è la sconfitta più grande per Francesco. Perché, consentiteci, è un po’ come aver tolto di dosso quella maglia. Volente o nolente è non essere più parte di una famiglia. Una famiglia vera. E non vogliamo sapere le motivazioni, per carità. Quelle sono personali. Con tutta probabilità la crisi è profonda, altrimenti due personaggi così famosi, avrebbero probabilmente agito diversamente. Eppure l’amaro in bocca resta. Resta perché la fedeltà a quei colori, che non sono certamente quelli di moda dell’arcobaleno, vanno sbiadendo e vanno a finire nella tritacarne dell’usa e getta, della stampa prezzolata mainstream, pronta come un avvoltoio a banchettare sul cadavere della tradizione del Dio, Patria e Famiglia. O del tutto e subito. Non ti piace più quella macchina? Non importa, prendine una in leasing e poi cambiala quando ti pare. Vuoi l’ultimo paio di scarpe alla moda? Le multinazionali su ruota te le recapitano in un attimo. Sei stanco del tuo partner? Ne trovi quanti ne vuoi su internet. Ti annoi? Maddai, c’è la cannabis legalizzata. Accudire un parente è faticoso? Ecco pronta l’eutanasia, tanto è per il suo bene. Questo è il mondo che i globalisti, i liberal, i radical stanno costruendo per te, per noi. Dovrebbe piacere…dico bene?

Proprio no. Ha tutto un sapore così finto, così malvagio, così di niente. Insipido e acre. Non avere più nulla ed essere felici, questo è lo slogan delle élite. No, non è così che va la vita. E non sarà mai così. Noi il matrimonio lo vogliamo. E vogliamo vivere, assaporare le piccole cose, genuine. Vogliamo tenerci la nostra vecchia auto, vogliamo abbracciarci. Incontrarci. Amarci. Vogliamo fare figli. Vogliamo vivere tempo al tempo. Per questo la decisione di oggi dei due personaggi vip che stavano resistendo a tutto nella loro sfera privata diventa impopolare. Perché la gente vuole questo: una sana e ritrovata normalità che non si riesce a respirare in una società stanca, impaziente, con la pancia piena; in un mondo effimero, eterno “pupone”.

Non sapremo mai tra loro come è andata davvero, ma partiamo da questa favola senza (per ora) lieto fine per analizzare l’oggi: quel che è certo è che nei matrimoni finiti di questi tempi molto c’è del non aver pazienza, del non sopportare, del non fare un cammino insieme nel bene e nel male. Si è persa la semplicità delle cose e l’importanza dei valori. Si è persa la fede, la promessa. Si è perso il rapporto con Dio, che ha suggellato l’amore. Perché la tentazione di una maglia più blasonata, più bella, e di una vita più “facile” può esserci per tutti. Ma la capacità di restare no, quella non è per chiunque. La genuinità, non quelle farneticazioni radical che ci vogliono gusci vuoti. Il “6 unica” degli esordi, del matrimonio da favola che non è quello celebrato in un castello, ma quello dell’amore sincero, spassionato, dedito. Questo manca alla nostra generazione e certamente di più anche alle prossime. E non siamo bigotti, sfigati. Siamo innamorati dei valori. Forse siamo peccatori, ma sicuramente consci di esserlo. Ci manca il rapporto di coppia del prendersi in giro, dell’arrabbiarsi, dello svolazzo laterale ma, alla fine, del restare. Ci mancano i nonni, il loro saper vivere, saper resistere. Ci mancano i Mori e Celentano, i Sandra e Raimondo.

Purtroppo certamente anche Francesco Totti e Ilary Blasi sono vittime di questa società frenetica che non ti perdona nulla e ti dimentica in fretta. Il matrimonio ha un sapore, una sacralità, una dedizione che Totti e Ilary, travolti dalla fama, forse hanno potuto godere solo raramente. Come la libertà, quella vera di essere sé stessi, ha un sapore che forse Totti e Ilary non hanno mai conosciuto davvero. La società da loro ha sempre preteso troppo: è il prezzo da pagare di un mondo dorato, certo, ma pur sempre a forma di gabbia che oggi più di ieri rischia di stritolarti. Un prezzo che certamente pagheranno anche i figli e i giovani che vedono frantumarsi davanti ai loro occhi l’ennesimo sogno di normalità. La vera normalità. Quella che fa i conti con gli errori e le mancanze, con il perdono, con le difficoltà, con la sofferenza, con il restare uniti. Ma che ha una bellezza ineguagliabile.  La bellezza del per sempre, della carità, del prendersi cura. Dell’esserci per l’altro. Comunque. Perché il matrimonio è anche questo: sofferenza e sacrificio, ma anche rifugio e il tutto. Ha un così bel colore che non lo cambieremmo con niente al mondo. Una dedizione unica. Una fedeltà che diventa una sfida per tutta la vita.

Ecco perché in fondo questa notizia desta amarezza. Perché noi a quel per sempre crediamo ancora. Perché la famiglia non si tocca. Perché la famiglia non si discute, si ama. Perché la maglia è una sola. Peccato, vero Francè?

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