La sua colpa, reverendo, è di aver scoperto il sepolcro brulicante di vermi della chiesa bergogliana

Riceviamo e pubblichiamo questa lettere di Mons. Carlo Maria Viganò a sostegno del reverendo padre Jesusmary Missigbètò a seguito dalla sua sospensione a divinis ed espulsione dall’OpusDei.

Amen dico vobis: tolerabilius erit
terræ Sodomorum et Gomorræorum
in die judicii, quam illi civitati.
Mt 10, 15



Reverendo Padre Janvier,

Caro padre Jesusmary Missigbètò,

ho appreso dalla stampa (qui) la notizia della Sua sospensione a divinis e dell’espulsione dall’Opus Dei, comminataLe dalla Congregazione dei Vescovi come sanzione canonica per esser venuto meno al «rispetto e obbedienza al Sommo Pontefice».

Mi permetta di esprimerLe la mia spirituale vicinanza, in un momento di grande prova per Lei: come battezzato e come Ministro di Dio, dev’essere doloroso vedersi accusato da colui che, con la misericordia che ne contraddistingue ogni atto, riceve in udienza abortisti notori, pubblici concubinari, travestiti, sodomiti, chierici ribelli, eretici, usurai e affamatori del popolo.

Immagino sia di grande sconforto vedersi rimproverare ciò che in altri tempi meritò l’elogio – se non addirittura la gloria degli altari – ai Santi e alle Sante che non esitarono a redarguire, anche aspramente, la corruzione della Corte papale. Un San Pier Damiani, una Santa Caterina da Siena sarebbero oggi scandalizzati dalla doppiezza di chi non perde occasione per denigrare i buoni Cattolici e per compiacere i nemici di Cristo e della Sua Chiesa.

Quanto Ella affronta per la Sua fedeltà al Magistero e per vero ossequio alla Sede del Beatissimo Pietro è un’occasione per espiare le colpe e gli scandali degli ecclesiastici, nello spirito di espiazione e riparazione che unisce noi, membra del Corpo Mistico, a Nostro Signore, suo Capo, immolatoSi sulla Croce per riparare le offese degli uomini alla Santissima Trinità.

La Sua prova, caro e reverendo don Gbénou, La accomuna ad altre tribolazioni, spesso più dure da sopportare, cui sono sottoposti molti Suoi confratelli dai loro Superiori: sacerdoti cacciati dalle parrocchie e costretti a vivere e a dormire in auto o in alloggi di fortuna; parroci rimossi perché non disposti a rinunciare alla celebrazione del Santo Sacrificio nel rito apostolico; religiosi allontanati dai Monasteri e dai Conventi perché non vogliono rinnegare la fedeltà al carisma dell’Ordine; seminaristi che si vedono impedita la formazione sacerdotale solo perché non accettano la dissipazione e le mondanità loro imposte.

Se mai Ella avesse dei dubbi circa le intenzioni di quanti, usurpando un’autorità contro lo scopo per cui essa è stata istituita da Cristo, si accaniscono contro i buoni, La invito a considerare come la loro severità si dissolva dinanzi alle mancanze ben più gravi di chierici fornicatori, di Prelati corrotti, di Cardinali molestatori e ladri.

La Sua colpa, reverendo, è di aver creato un pericoloso termine di paragone con costoro, scoprendo il sepolcro brulicante di vermi della chiesa bergogliana. Se Ella avesse partecipato al Gay Pride pubblicando le Sue foto in atteggiamenti indegni non dico di un ecclesiastico, ma anche di un pagano; se avesse dato scandalo abbandonandosi a vergognosi amplessi con un altro sacerdote; se avesse negato le Verità cattoliche o contestato la Morale cristiana, Ella sarebbe ora a capo di un Dicastero romano, o di una prestigiosa Diocesi, e comparirebbe in veste filettata proprio assieme a colui che L’ha privata della facoltà di celebrare, ascoltare le Confessioni e predicare. Come Lei, tanti altri sacerdoti e non pochi Vescovi e qualche Cardinale si vedono invece derisi, offesi, ingiustamente puniti solo perché troppo cattolici.

Mi chiedo se, dinanzi alla vergogna della corruzione del Clero traviato che tanto piace a Bergoglio al punto da circondarsene fino nelle stanze di Santa Marta, Ella non debba considerare come un motivo di vanto le sanzioni che Le sono state comminate. L’esilio che m’è dato, onor mi tegno. Se la casa di Dio è divenuta spelonca di ladri, chi vuole rimanere vicino al Signore deve scuotere la polvere dai propri calzari (Mt 10, 14), e non degnare di saluto quanti rinnegano Cristo e Lo crocifiggono quotidianamente con la loro condotta.  

Si rallegri dunque, caro e reverendo Padre, perché se i nemici di Dio non trovassero in Lei alcun motivo per perseguitarLa, significherebbe che Ella non dà testimonianza della Sua fedeltà al Signore. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato Me (Gv 15, 18), ha detto la Sapienza incarnata. Le prove presenti siano quindi un motivo di spirituale consolazione, un’occasione di santificazione, un’opportunità di edificazione per i semplici. Cento volte La ricompenserà il Signore per quanto Ella sta sopportando.

A Lei, caro Padre, e a tutti coloro che come Lei sono perseguitati propter justitiam (Mt 5, 10), vada il mio ricordo orante nel Santo Sacrificio della Messa.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

6 Luglio 2022

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La soddisfazione e la gioia sono grandi! – Comunicato n. 6/2022 del Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

Foto by Ciro Mauriello

Alla Vostra Cortese Attenzione, comunichiamo quanto segue:

*

1. A seguito della Processione di ieri e in riferimento agli obiettivi che il Comitato fin dal principio si era posto, la soddisfazione e la gioia sono grandi. Questo per diversi ordini di motivi.

2. Innanzitutto: soprannaturale. Il valore intrinseco dell’atto riparatorio è tale da essere sempre ricco di valore.

3. In seguito: naturale. In una Reggio Emilia rovente e semideserta le file a perdita d’occhio di fedeli presenti alla Processione, parlano da sole. L’adesione è stata ampia e profonda, con devozione e raccoglimento. Valga a titolo di parziale esempio questo video https://fb.watch/e17YX5_BBs/?fs=e&s=cl , che è solo uno dei tanti.

4. Nel 2017 si ebbe contro la riparazione un vasto bombardamento di attacchi da commentatori arruolati, politici, attivisti LGBT e la Processione fu un successo. Nel 2022 il tutto è stato pervaso da molto più silenzio e la Processione è stata un successo. Ove si sia trattato della vecchia e ritrita strategia dell’attaccare o del silenziare per distruggere, va certamente constatato il fallimento in entrambi i casi. E le immagini sono lì a dimostrarlo.

5. Una breve nota di colore è per la Gazzetta di Reggio. Conoscevamo la sgangherata faziosità del foglio reggiano ma non era semplice immaginare che piombasse così in basso: prima dell’atto minizzando l’informazione a riguardo e ad atto compiuto falsificando apertamente la realtà dei fatti. L’uso di tali mezzi certifica in modo ancor più netto quanto sia “andata a segno” la riparazione. Questa conferma, per certi versi, ci soddisfa ulteriormente.

6. Infine un grande grazie a tutti i sacerdoti e fedeli presenti, che salutiamo al canto del “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!”

3 luglio 2022, Domenica IV dopo la Pentecoste.

*

Ringraziando per l’Attenzione, porgiamo Cordiali Saluti.
Il Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

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Messaggio di Mons. Viganò sulla processione riparatrice di oggi 2 Luglio a Reggio Emilia.

Oggi 2 Luglio 2022, dalle ore 18 a partire da Piazza Duca d’Aosta (Porta Santo Stefano) a Reggio Emilia ci sarà la processione indetta dal Comitato «Beata Giovanna Scopelli» per riparare alle offese alla Santa Vergine durante il gay pride del 5 giugno 2022 e in riparazione della benedizione del Sacerdote ad coppia una coppia omosessuale, avvenute presso la Chiesa di San Lorenzo a Budrio (Bo) 6 giorni dopo l’11 Giugno, unitasi civilmente poco prima di questo atto sacrilego.

A sostegno di questa processione vi segnaliamo il messaggio dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò che riportiamo qui sotto integralmente.

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Per la prima volta, ho visto nella mia vita cosa sia per davvero la politica.

Di Simone D’Aurelii

Domenica 8/5/2022, alcuni importanti esponenti del Comitato Liberi in Veritate vengono in Abruzzo, per farci conoscere il loro programma. La giornata è grigia, piovosa, tetra, la sala è piena di persone, un silenzio avvolge tutti, sembra di stare immersi in un dramma e invece proprio da questo insolito pomeriggio di Maggio esce un risultato straordinario. Per la prima volta, ho visto nella mia vita cosa sia per davvero la politica, o almeno cosa si intende dire per fare concretamente politica. Sembra assurdo ma è così, il Comitato, si è posto in maniera inversa a tutti i tradizionali partiti , è questa non può che essere quella scintilla giusta che può creare una falla, un’argine in grado di ribaltare le sorti, locali territoriali, o nazionali, del nostro Belpaese sulla via del collasso più totale.

Avv. Francesco Fontana, Dr. Corrado Ruini, Prof Massimo Viglione, Daniele Logoluso

Non so quanto possa influire, e dove può arrivare, ma ho avvertito per davvero che questo Comitato può fare la differenza, nel poco o nel molto poco importa. Prima di tutto, a differenza delle grandi realtà politiche, questo piccolo ente, ha una linea chiara, tutti gli ospiti non hanno discusso sui punti del programma, dopo averli letti, e dopo la spiegazione del prof. Viglione, tutti gli interventi del pubblico infatti, erano rivolti a domande o commenti che non riguardavano il programma in se per sé. Semplicemente perché che lo vogliamo o no c’è una parte di uomini di fede (e non) che rivede in quei punti un’ordine che viene da nozioni filosofiche (e teologiche) che hanno segnato la grandezza dell’Europa, che hanno contribuito a edificare di intere nazioni per secoli e secoli, e che dimostrano ancora oggi la loro validità nella loro forza di creare prosperità, e che hanno inciso nella storia dei popoli, anzi precisamente nella storia dei nostri padri. Ancora di più il presidente Corrado Ruini, ha espresso un concetto semplice ma dimenticato da tutti i campioni di oggi, che fanno politica a suon di urla, di grida, e di slogan. Ha ricordato un piccola cosa, e lì ha sorpassati in modo netto, perché ha fatto notare un concetto, di cui gli altri si sono scordati, la premessa che mette in moto tutte le altre, ovvero che fare politica significa cercare il bene delle persone. Il presidente, ha rimarcato ciò che tutti gli urlatori e i comici da strapazzo hanno dimenticato, la politica è l’arte di servire il popolo, è il singolo che si mette al servizio del collettivo, proprio per questo ci vogliono persone di un’altezza morale, etica, e di una visione forte che contrasta l’ambiguità dei politicanti di oggi.

La politica oggi è diventata lo strumento con cui il singolo, vive sulle spalle della collettività, principio inverso nel Comitato. I principali volti inoltri, da Viganò, a Ruini, da Viglione, fino a Logoluso, (e molti altri) hanno pagato, e stanno ancora pagando un prezzo caro, per tutto ciò che stanno facendo, ovvero è la prima volta dopo immemore tempo che delle grandi persone fanno politica contro i loro interessi. Rimangono senza soldi, rinunciano a lavori, o all’apprezzamento sociale incondizionato pur di promuovere ciò che è per il loro animo il bene collettivo. Ma si è andati oltre anche l’idea di bene collettivo soggettiva, infatti come si può fare politica se non si ha un’idea vera di bene? Come si può riuscire a cambiare le cose se il bene del singolo e della collettività è solo un rapporto astratto? Se il bene equivale a più o meno male rispetto a questo o quello, o se il bene non esiste in se per se ma esiste solo un gioco di accordi comuni, allora come si può fare politica? L’unica cosa che si può fare è limitarsi a emanare formule di reciproco limite, e di convivenza, ma senza mai davvero fare del bene per l’uomo è per la società, in quel caso la classe dirigente deve solo fissare protocolli, leggi o dpcm. Il bene parziale in se per sé non può esistere, o meglio, se esiste esiste anche una verità, e Kolakowski (si veda il suo saggio “Se non esiste Dio” ed. Il Mulino,1997) dimostra magistralmente che la verità non può essere un semplice rapporto senza un fondamento assoluto.

Conferenza del Comitato Liberi in Veritate a Pretoro (CH) 8/05/2022

Vi è una necessità di un presupposto di un Bene con la B maiuscola e di una verità di base da offrire a tutti gli uomini: “Gli antichi distinguevano fra ratio e intellectus, fra una ragione nel suo rapporto con ciò che è empirico e fattuale ed una ragione che penetra negli strati più profondi dell’essere. […] Nell’ambito della ricerca morale si cerca di ritrovare regole comuni. Ma se tutta la realtà è solo frutto di processi meccanici, essa non porta in sé alcun criterio morale. Il bene come tale, che ancora stava a cuore a Kant, non esiste più. Buono è soltanto <<ciò che è meglio di>>, disse una volta un teologo morale ormai scomparso. Se è così, però, non esiste neppure qualcosa che è in sé sempre male. Il bene e il male dipendono allora dal calcolo delle conseguenze. Ed è proprio così che si sono regolate le dittature ideologiche: in certi casi, se serve alla costruzione del futuro mondo della ragione, uccidere persone innocenti può risultare buono. In ogni caso, la loro dignità assoluta non esiste più. La ragione malata e la religione strumentalizzata, alla fine conducono al medesimo risultato. […] Una ragione che non sa riconoscere altro che se stessa e le certezze empiriche resta paralizzata e si dissolve.” (Benedetto XVI, La vera Europa identità e missione, Cantagalli, pag 66-67). Nel Comitato c’è un prospetto di vera politica perché c’è una fondamento di vero Bene, un fondamento non basato su un calcolo, o sulla convezione, ma basato su una concezione di bene oggettivo per l’uomo e la società. E a tutto ciò viene associata una Verità oggettiva, non può esserci un vero bene. Senza Verità non può esserci libertà, nel mondo del relativismo assoluto, non esiste nessuna verità che può liberare l’uomo, che può liberarlo per davvero. Il comitato a differenze delle folli ideologie e totalitarismi non vive nel richiedere il sacrificio del presente per il futuro, dove si apre a qualunque cosa in nome di un futuro migliore mai arrivato, ma è un prosperare nel presente, guardando il futuro e riscoprendo il proprio passato, in contrapposizione con tutte le logiche di questi 20 anni che per lo più odiano la storia, la tradizione, e tutti i valori e i principi arrivando a sfociare nel vuoto cosmico. Altro punto importante, sembra che per la prima volta ci siamo opposti, in maniera trasversale a tutti gli altri partiti politici, ovvero almeno personalmente mi è sembrato di vedere contrapposta la qualità alla quantità. Tutti i grandi “tecnici” o i politici di vecchia data sembrano ragionare solo in termini quantitativi, una persona un voto, più massa tocchi più voti hai, non importa ciò che dici o che fai ma conta la quantità dei voti che generi, proprio la quantità ha mostrato ai suoi avversari la sua ragionevolezza, il suo stile di vita, la sua forza.

E lo stesso ragionamento forse sembra essere entrato in politica, seppur non detto esplicitamente, ma per la prima volta ho visto il regno della qualità opporsi al regno della quantità, ho percepito il regno della verità fatto di fatica, sacrificio e umiltà opporsi al regno della menzogna alimentato dal denaro, dalla corruzione e dalla superbia. Non c’è la voglia di trovare il numero bensì di trovare ciò che è bene, non c’è la voglia di accaparrare volti ma relazioni, non c’è la voglia di creare distretti di comando ma presidi per vere comunità dove le persone si riconoscono. Per la prima anziani e adulti vecchi e giovani sembrano legati non dalla voglia di denaro, ma da un rapporto profondo, da un legame di origine metafisico, da un modo di vedere le cose che sorpassa i drammi esistenzialisti di questi ultimi secoli. Tutto questo porta a un programma che copre tutto l’istruzione, la legislazione, l’economia, la sovranità e molto altro. Faccio i miei più cari auguri, al Comitato Liberi in Veritate che ha rievocato per davvero cos’è la politica, in un mondo che ha dimenticato ogni fine sotto ogni aspetto, domenica la prima cosa che è stata sottolineata è proprio il principio, e lo scopo della politica. Per poi aprire a un idea di bene di umanità di società di verità e di libertà non negoziabile che ha segnato la prosperità di tantissimi territori.

Iscriviti al Comitato: www.liberiinveritate.it

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Comunicato n. 2/2022 del Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

Comunicato n. 2/2022 del Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

Alla Vostra Cortese Attenzione,
comunichiamo quanto segue:

*

1. Ai gravi fatti già presentati nel precedente comunicato si aggiunge la notizia di quanto avvenuto in località Budrio (BO), dove – con ampia concelebrazione di sacerdoti diocesani – ha avuto luogo una “messa di ringraziamento” a seguito di un’unione gay registrata in comune. Risulta di pacifica evidenza che l’episodio si oppone frontalmente alla Dottrina Cattolica: anche per questo si riparerà il 2 luglio, così come per il silenzio colpevole di larghissima parte delle autorità ecclesiastiche.

2. La riparazione del 2 luglio avrà luogo dalle ore 18 a partire da Piazza Duca d’Aosta (Porta Santo Stefano) a Reggio Emilia: alleghiamo locandina.

3. Abbiamo ricevuto davvero tante adesioni, così come richieste di moltiplicare gli atti di riparazione in varie città. Su questo punto il motto deve essere: “Partiamo da quello che c’è!”. Andiamo tutti a Reggio il 2 luglio, su quell’atto bisogna impegnarsi e da lì si deve partire: non sogniamo su ciò che si può costruire domani ma focalizziamoci su quello che stiamo già costruendo oggi. Un buon lavoro fatto a Reggio darà beneficio a tutti.

4. Dobbiamo ringraziare molti siti, blog e gruppi cattolici che hanno dato ampio spazio alla nostra iniziativa, tra questi: Cronache di Cielo e Terra, Radio Spada, Gloria.TV, AldoMariaValli.it, Stilum Curiae di Marco Tosatti, Tempi di Maria, il canale “Cavalieri e Dame per la libertà nella verità”, Il Cammino dei Tre Sentieri, Il Nuovo Arengario, Una Vox.

5. Invitiamo tutti a iscriversi al gruppo Facebook (quasi 1700 iscritti: https://www.facebook.com/groups/314714742282355/?ref=share_group_link ) e al canale Telegram (in pochi giorni quasi 1000 iscritti: https://t.me/BeataScopelli ) del Comitato. Invitiamo altresì a dare ampia diffusione al presente comunicato.

Viva Maria Corredentrice!

19 giugno 2022, Domenica infra l’ottava del Corpus Domini.

*

Ringraziando per l’Attenzione, porgiamo Cordiali Saluti.

Il Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

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Abbiamo bisogno dell’immunità spirituale

del Dott. Leonardo Guerra


“Perché è importante costruire comunità territoriali omogenee, parallele, e lavorare su sé stessi per fortificarsi”

Così come l’immunità naturale del singolo individuo è il fondamento dell’immunità di gruppo (cd immunità di gregge) e rappresenta il pilastro portante di qualsiasi strategia gestionale e di difesa contro le malattie infettive, così “l’immunità spirituale” individuale contribuisce direttamente “all’immunità del corpo sociale” che attinge dalle memorie dei nostri antenati (epigenetica), dalle nostre radici culturali greco romano cristiane, dal sentire comune e dai nostri valori fondanti di un popolo, la nostra civiltà.
Esserne consapevoli, adottando forme di sviluppo (percorso formativo), se ne potenzia la struttura (s’impara a controllare la paura in qualsiasi situazione, dote fondamentale) e il contributo a livello nel corpo sociale.

La nostra identità e il nostro spirito ci identificano in ogni situazione della vita, proteggendoci dalle possibili “incursioni o influenze barbariche” di chi vuole conquistare e dominare il nostro nucleo sociale utilizzando svariati stratagemmi psicologici per ingannare e aggirare le difese sociali, i c.d. : “Cavalli di Troia”.

La psico-pandemia ha purtroppo fatto breccia perché abbiamo abbassato troppo le nostre barriere difensive, ci siamo aperti e abbiamo accolto dentro di noi, della nostra civiltà, che aveva più o meno resistito per 70 anni, Ulisse (Conte e Draghi) e i suoi tagliagole che con l’inganno sono penetrati approfittando della ingenuità dei cittadini destrutturati, quindi impreparati e impotenti. Il caos e la paura ne sono state le conseguenze.

L’attuale profondo disagio mentale collettivo dopo due anni di terrorismo pandemico continua ad alimentare e a far prevalere il sentimento della paura su quello della ragione, generando quello che da anni la programmazione predittiva delle serie Tv ha anticipato, cioè gli “zombie” (i cd morti viventi). La paura, infatti, è molto più infettiva e letale della peste o dell’ebola, abbassa drammaticamente le nostre difese immunitarie, riduce a zero le nostre capacità cognitive e le confina nel livello più basso della nostra esistenza, il livello delle emozioni, cioè del cervello rettile.


I blocchi emotivi, quindi, impediscono l’accesso e l’utilizzo della ragione favorendo un ciclo vizioso, negativo, che innesca un meccanismo di difesa di base e cioè l’atteggiamento fideistico, se non addirittura la “sindrome di Stoccolma”, nei confronti dei nostri carnefici.

La paura di morire, inoltre, impedisce di vivere pienamente, ci si accontenta di sopravvivere (cioè ci appiattisce sui bisogni primari) in un isolamento emotivo, sentimentale (senti mento= sentire con la mente) dal loro prossimo, dai familiari e parenti inclusi. Interrompendo qualsiasi connessione o ponte verso le persone vicine o che si incontrano.

L’indifferenza verso il prossimo è il risultato sociale. Esattamente come descritto essere al centro dell’Inferno Dantesco (un cuore ghiacciato).

La paura blocca la mente e la possibilità di ragionare.

Il conseguente conformismo al potere vigente crea il resto cioè masse manovrabili, tramite input esterni, a piacimento nei comportamenti, nelle reazioni e nei pensieri. Vere e proprie armi non convenzionali di massa. La realtà oggettiva non esiste più ma esiste soltanto quella programmata, percepita e indotta a piacimento da chi governa, usando gli individui come burattini, come una vera e propria tifoseria calcistica. Si potrebbe dire che “Così si uccidono le civiltà e le identità dei popoli”, si recidono le loro radici, si azzerano i loro valori e gli esseri umani diventano mandrie.
Il regime del terrore e la crudeltà gratuita mantengono la situazione.

È tempo quindi di strutturarsi al meglio e attingere alle memorie dei nostri padri e dei nostri antenati e agire adottando, in modo deciso, forme di disobbedienza civile contro questa crudele e malvagia tirannide che usa il linguaggio dell’emergenza per violare la democrazia.


Leonardo Guerra

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Inconsistenze dell’inoculazione forzata – Lettera aperta alla Corte Costituzionale dell’ Avv. Roberto De Petro

L’iniziativa riprende la dichiarazione dell’associazione di magistrati tedesca Krista, la quale ha sollevato per prima il problema del dolo eventuale.

Oggi non si può negare che i c.d. vaccini, truffaldinamente definiti tali al presumibile fine saltare gli studi su cancerogenicità e genotossicità (come da raccomandazioni dell’OMS, valide però per i vaccini veri) (link), ed in contrasto con la direttiva UE 83-2001 che esclude dal novero dei vaccini i farmaci ad acido nucleico per la cura delle malattie infettive – la tesi è sostenuta da uno studio di

Massimo Citro, medico in Torino
Riccardo Benzi Cipelli, medico in Vigevano Franco Giovannini, medico in Mantova Gianpaolo Pisano, medico in Milano

Oggi non si può negare che gli elisir di lunga vita cagionino decessi e gravi patologie spesso invalidanti in misura consistente.
Ciò si ricava dallo studio dei database Eudravigilance e Vaers.

Addirittura quest’ultimo afferma che i morti da elisir sono più del doppio (in realtà quasi il triplo, andando a vedere le tabelle pubblicate a pag. 1) rispetto alla somma di tutti i veri vaccini inoculati dal 1990 ad oggi.

Pertanto non vi è certezza su chi morirà, ma vi è certezza statistica che qualcuno morirà.
Ciò vale, a maggior ragione, per le lesioni conseguenti agli effetti collaterali, molto più frequenti dei decessi.

E parliamo sempre di dati fortemente sottostimati per via della farmacovigilanza passiva.

A ciò si aggiunga – e il merito va al collega Enzo Iapichino – che l’AIFA ha affermato di non possedere le relazioni intermedie sulla sicurezza dei farmaci che periodicamente devono essere depositate dai produttori degli elisir igienici, mentre l’EMA ha opposto il segreto.

E dunque su quale base scientifica si afferma che i bonifici sono superiori ai rischi?

Pertanto, chiunque concorrerà a far inoculare un farmaco inutile, per stessa ammissione dell’ISS, poichè non protegge nè dall’infezione nè dal contagio, e dannoso, reso edotto degli eventi avversi, risponderà di omicidio e lesioni, consumati o tentati, con dolo eventuale.

Quando dico “chiunque concorrerà”, mi riferisco anche a soggetti che per via del loro lavoro indossano una uniforme: la divisa, nel caso delle ff.oo., il camice, ne caso degli operatori sanitari, la toga, nel caso degli operatori del diritto, poichè conoscere i dati e voltarsi dall’altra parte, poichè affamare una famiglia con una sospensione dall’albo, o con una sentenza o ordinanza infarcita di clausole di stile, equivale a costringere un soggetto a rischiare la vita per sfamare i propri figli e la propria moglie. E se poi questo soggetto muore, la responsabilità sarà di chi ha cooperato al ricatto “vaccinale”.

Nè può dirsi che vi è la norma di legge, poichè l’art.4 del dl 44-2021 parla di vaccino; non è un vaccino e non è anti sars cov 2.
Quindi si impone un aliud pro alio. Se è una prescrizione off label ex dl 536-1996, questa avviene sempre sotto la responsabilità del medico;
Se è una prescrizione non off label ma libera, in scienza e coscienza, è sempre sotto la responsabilità del medico.
La prescrizione coincide con la ricetta.
Inoltre, la stessa previsione dello scudo penale dimostra che già fin dal principio si prevedevano decessi e lesioni gravi.

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Israele: Aumento dei problemi cardiaci del 25% dopo la vaccinazione tra i 16 e i 39 anni

Christopher Sun e Retsef Levi del Massachusetts Institute of Technology e Eli Jafe del Servizio di medicina di emergenza di Israele a Tel Aviv pubblicano uno studio su Nature che mette in relazione l’aumento del 25% delle chiamate per problemi cardiovascolari e gli accessi al pronto soccorso da parte di giovani e adulti fra 16 e 39 anni, tra gennaio e maggio 2021, dopo la somministrazione dalla prima e dalla seconda dose di vaccino anti covid-19.
Nella pubblicazione si legge:

“Diversi studi hanno stabilito una probabile relazione causale tra i vaccini a RNA messaggero (mRNA) di BNT162b2 e mRNA-1273 così come i vaccini adenovirus (ChAdOx1) con la miocardite, principalmente nei bambini, giovani e adulti di età. 
Lo studio del Ministero della Salute in Israele, paese con uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo, valuta che il rischio di miocardite dopo aver ricevuto la 2a dose di vaccino sia compreso tra 1 su 3000 e 1 su 6000 negli uomini di 16 anni– 24 e 1 su 120.000 negli uomini sotto i 30 anni.”

“Il CDC ha recentemente pubblicato un avviso relativo al rischio di miocardite correlato al vaccino, ma ha comunque mantenuto la raccomandazione di vaccinare i giovani e i bambini di età superiore ai 12 . Preoccupazioni simili si riflettono nella recente approvazione del vaccino Pfizer da parte della Food and Drug Administration, che richiede diversi studi successivi sugli effetti a breve e lungo termine della miocardite nei giovani individui”

Come volevasi dimostrare, le innumerevoli denunce di medici e sanitari (sospesi perché non asserviti al potere e non proni al nuovo messia) stanno trovando una drammatica conferma nei numerosi effetti avversi che quotidianamente la stampa locale e non quella nazionale sta documentando evidenziando un trend che non sembra arrestarsi. Ogni giorno veniamo a conoscenza di qualche giovane, sportivo o no, ritrovato morto improvvisamente nel proprio letto, dopo un turno di lavoro, mentre era a scuola o peggio ancora alla guida di un mezzo di trasporto. Si stanno moltiplicando le denunce ai Nas che, nel silenzio mediatico, stanno sequestrando cartelle cliniche dagli ospedali dopo denunce fatte dai famigliari delle vittime. Tutta la verità sta emergendo e chi prima ti perseguitava perché sollevavi dubbi su questa forzata inoculazione di massa ora sembra essersi dileguato. Non sentiamo più nominare quelli odiosi sostantivi che finiscono per “ista”, come complottista, negazionista et similia, alcuni addirittura ammettono che questo siero salvifico tanto salvifico non lo è stato e forse qualche piccolo ripensamento sta venendo alla mente, ma guai a farglielo notare, potresti ritrovarti contro un cane rabbioso pronto ad aggredirti pur di non riconoscere di essersi sbagliato.

“È molto più facile ingannare la gente, che convincerla che è stata ingannata”.

Mark Twain

Non voglio con questo articolo ripetere le ragioni più o meno fondate che difendiamo da due anni a questa parte, oramai quel che è fatto è fatto, non si può di certo tornare indietro su alcune scelte, dobbiamo invece pensare come fronteggiare le conseguenze di queste reazioni avverse ed adoperarci nel migliore dei modi per far saltare questo piano che sempre di più sembra essere incentrato sulla depopolazione prima e sull’instaurazione del regno dell’Anticristo poi.
É sempre più evidente che l’obbiettivo di boicottare la cura al plasma iperimmune, le cure precoci domiciliari, il corretto dibattito tra scienziati di varie estrazioni e di perseguire protocolli antiscientifici, folli e persino dannosi rientra in un piano che mira non alla tutela della salute ma ad un accanimento sulla stessa, con conseguente creazione di malati cronici dipendenti dalle multinazionali del farmaco e completamente asserviti alle élite globaliste di stampo luciferino.

“Dobbiamo smettere di pensare che chi ci governa voglia il nostro bene”.

Mons. Carlo Maria Viganò

Ora, facendo una media delle percentuali di vaccinazione nei vari paesi del mondo (potete vedere la mappa qui sotto) siamo circa al 45% di media, meno della metà insomma, una percentuale nettamente inferiore rispetto a quanto asseriscono i governanti, i quali cercano di convincerci che questa sperimentazione di massa è il desiderio impellente di ogni abitante della terra.

https://www.focus.it/scienza/salute/covid-mondo-campagna-vaccinale

Di questi vaccinati non si conosce l’anamnesi (visto che si è somministrato il siero orizzontalmente senza criteri clinici ma solo sotto spinta mediatica) e non si può ipotizzare qualcosa circa i danni a medio lungo termine, possiamo però intuire che cominceremo ad occuparcene seriamente tra qualche anno se non tra qualche mese, seppur alcune avvisaglie le stiamo già avendo dopo settimane.
Come il Prof. Giovanni Frajese ha già corposamente dichiarato e mostrato attraverso pubblicazioni autorevoli, la protezione del vaccino anti Covid-19 è praticamente negativa ovvero tale siero ha danneggiato irreparabilmente il sistema immunitario, con un peggioramento ad ogni nuova dose. Per non parlare degli studi sul sangue dei vaccinati fatti a Mantova presso il Laboratorio di Biotecnologia dal Dott. Franco Giovannini che evidenzia la presenza di ossido di Grafene nel suo interno e mostra la struttura ematica con coaguli molto preoccupanti, i globuli rossi anziché essere liberi risultano raggruppati tra loro. Questo significa che l’insorgenza di tutte queste malattie cardiovascolari in eccesso, rispetto agli anni precedenti, è il frutto sia di una reazione autoimmune causata dal vaccino che produce la proteina spike, sia dalla presenza di Grafene che avendo proprietà magnetiche crea coaguli consistenti attraendo a se i globuli rossi come dimostrato in questo video , sia anche dall’incapacità del sistema immunitario di contrastare infiammazioni e/o patogeni che normalmente avrebbe fermato grazie alle difese naturali che Dio ci ha messo a disposizione.

Per arginare questo crimine contro l’umanità dobbiamo rimanere uniti e fare rete, informare quanta più gente possibile e pregare senza sosta che questo castigo divino possa cessare (sì, perché di questo si tratta, siamo da tempo sulla via dell’errore e ci siamo sostituiti al Creatore credendoci noi Dio). Diffondere articoli come questo vuol dire poter aiutare qualcuno ancora ignaro a smetterla di dosarsi a suon di “ancora un richiamo e sarò invincibile”, vuol dire contribuire a salvare vite cercando di rendere più sana l’informazione finché ce lo permetteranno, operare fintantoché è giorno.
A noi la battaglia, a Dio la vittoria.
Non praevalebunt!

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Vademecum referendum 12 giugno 2022

COMUNICATO dal sito di Iustitia in Veritate

Il 12 giugno 2022 tutti gli oltre 51 milioni di aventi diritto al voto saranno chiamati a votare su cinque referendum ammessi dalla Corte Costituzionale dei sei, che erano stati presentati inizialmente.

Le consultazioni in Parlamento però proseguono e, se si dovesse giungere ad un accordo approvando nuove leggi, i referendum a quel punto salterebbero.

Come sempre, per quanto riguarda i referendum abrogativi, chi voterà “SI” lo farà per eliminare le norme esistenti, mentre chi voterà “NO” sceglierà di mantenere la normativa vigente. Naturalmente, se non si raggiungerà il 50% più uno dei votanti, tutto sarà stato inutile e rimarranno le norme attualmente in vigore (e saranno stati sprecati milioni di euro).

Nell’attesa di capire come si comporterà il Parlamento, cominciamo a fornire alcune informazioni in merito analizzandoli singolarmente.

QUESITO N. 1 – SCHEDA ROSSA: INCANDIDABILITA’ DOPO LA CONDANNA

Chiede se si intendono abrogare le norme che impediscono di candidarsi al Parlamento o di diventare membri del Governo se si è ricevuta una condanna definitiva per un delitto non colposo, ossia non commesso per distrazione (che significa volontario o premeditato). La Legge Severino attualmente in vigore, infatti, prevede che chi abbia subito sentenze passate in giudicato per gravi reati si dimetta da Parlamentare o altre cariche pubbliche e non possa più accedere ai pubblici uffici.

Votare NO significa voler mantenere tale limite, che rappresenta una garanzia di affidabilità del politico; votare SI costringe il Parlamento ad emanare una legge che disciplini in altro modo la questione.

È il quesito che preoccupa maggiormente i parlamentari.

Il nostro suggerimento è di votare NO (ovvero NO all’abrogazione della legge) per mantenere l’attuale norma in vigore.

QUESITO N. 2 – SCHEDA ARANCIONE: CUSTODIA CAUTELARE DURANTE LE INDAGINI

Chiede se si vogliono eliminare le limitazioni alla custodia cautelare (alias carcerazione preventiva) che adesso la prevedono per una condanna superiore a quattro anni di carcere o cinque se si tratta di custodia cautelare in carcere. Votare NO implica il mantenimento di questi limiti alla custodia cautelare; votare SI apre la strada ad un inasprimento (caso forse più probabile) oppure ad una riduzione della custodia cautelare da parte del Parlamento.

È un’arma di ricatto nelle mani dei giudici. Non si toglie la libertà sulla base di sospetti o congetture o durante le indagini non ancora concluse e prima di un regolare processo.

Il nostro suggerimento è di votare SI (ovvero SI all’abrogazione della legge). In questo modo il carcere non sarà più utilizzato dai PM e dai giudici come arma di ricatto e la pena detentiva sarà comminata dopo il processo e la sentenza.

QUESITO N. 3 -SCHEDA GIALLA: SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Chiede se si vogliono abrogare le norme che prevedono la possibilità di passare dalla carriera di giudice a quella di pubblico ministero e viceversa. Votare SI determinerebbe come conseguenza la necessità di rimanere nell’ambito della propria carriera (e quindi l’impossibilità di passare da pubblico ministero a giudice e viceversa); votare NO lascerebbe tale possibilità, con la situazione attuale che chi ha sempre fatto il pubblico ministero, ossia ha sempre rappresentato lo Stato che accusa nel processo penale, può diventare giudice, organo che dovrebbe invece essere imparziale tra accusa e difesa.

Il magistrato non può essere oggi inquisitore e domani giudicante. Il ruolo va scelto subito all’inizio del percorso. È un’arma politica nelle mani dei Magistrati che con colpi di scure possono abbattere i governi che non gradiscono.

Il nostro suggerimento è di votare SI (ovvero SI all’abrogazione della legge).

QUESITO N. 4 – SCHEDA GRIGIA: EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI

Chiede se si vuole abrogare la partecipazione dei membri laici al Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari; votare NO determinerebbe la partecipazione di persone esterne al mondo della giustizia ma competenti in materia di diritto (come i professori universitari in materia giuridiche) negli organi decisionali della giustizia; votare SI eliminerebbe la presenza di tali membri “laici” (cioè non giudici).

QUESITO N. 5 – SCHEDA VERDE: RIFORMA DEL CSM

Chiede se si vogliono abrogare le disposizioni in materia di elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della Magistratura, cioè il modo con il quale sono eletti i giudici (che hanno la toga) che entrano a far parte del CSM, che è l’organo di autogoverno della Magistratura, ossia l’unico organo che può adottare provvedimenti contro i giudici e i pubblici ministeri. I membri togati adesso vengono eletti fra 3 distinti collegi nazionali: uno per i giudici della Corte di Cassazione), uno per i per i pubblici ministeri e uno per i giudici ordinari civili e penali. Votare NO lascerebbe la situazione attuale; votare SI costringerebbe il Parlamento a scegliere un altro modo di elezione dei membri togati del CSM.

La nostra opinione riguardo ai due ultimi quesiti referendari (4 e 5) è che non si tratti di una riforma seria.

Il nostro suggerimento è non ritirare le ultime due schede per non far raggiungere il quorum, oppure votare scheda bianca.

Ricapitolando i quesiti importanti, quelli da votare assolutamente sono i primi 3, come indicato nella tabella di sintesi di seguito riprodotta:

fonte: http://www.iustitiainveritate.org/vademecum-referendum-12-giugno-2022/

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Intervista di Mons. Carlo Maria Viganò con l’Avvocato Reiner Füllmich: “Corona Investigative Committee”

“Corona Investigative Committee”

Prima parte – 27 Maggio 2022

Eccellenza, tante persone La conoscono e La apprezzano molto per essere stato una persona sincera in un ambiente spesso insincero, anche durante il Suo servizio in Vaticano. Ella ha servito come alto diplomatico, in particolare come Nunzio Apostolico, negli Stati Uniti, rappresentando il Papa presso le chiese locali. È nostro grande onore e piacere parlare con Lei oggi. Ma prima di passare alla sostanza e chiederLe della Sua valutazione della situazione politica mondiale, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta crisi del Corona, vorrebbe riassumere la Sua storia personale in modo che i telespettatori che ancora non La conoscono possano sapere chi è?

Anzitutto vorrei esprimere a Lei, avvocato Reiner Füllmich, e a tutti i Suoi collaboratori e colleghi il mio più cordiale saluto e il mio apprezzamento per aver dato vita alla Commissione Corona. La ricerca della verità sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e sulla sperimentazione di massa contribuisce a raccogliere prove per processare e punire i responsabili. Questo costituisce un importante contributo in vista della creazione di un’Alleanza Antiglobalista, perché gli autori della farsa pandemia sono gli stessi che oggi vorrebbero spingere il mondo verso una guerra totale e la crisi energetica permanente. 

Per quanto riguarda la mia “carriera”, non credo ci sia molto da dire: sono un Arcivescovo cattolico che ha ricoperto ruoli di responsabilità in Vaticano, sia nella Segreteria di Stato della Santa Sede che presso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e poi come Nunzio Apostolico in Nigeria e ultimamente negli Stati Uniti, per volontà di Benedetto XVI. La mia notorietà – del tutto non voluta – è dovuta alle mie prese di posizione a proposito dello scandalo sessuale dell’ex Cardinale americano McCarrick e di altri casi non meno gravi che hanno coinvolto alti esponenti della Gerarchia. Come Successore degli Apostoli, non potevo tacere dinanzi ai tentativi di insabbiamento di quei fatti vergognosi da parte della cosiddetta lavender mafia, che gode dell’appoggio e della protezione di Bergoglio. 

2. Lei ha una vita impressionante, ma se si cerca il Suo nome nei vecchi media (mainstream), si trovano articoli diffamatori che La accusano, tra le altre cose, di diffondere la propaganda del Cremlino e di fare affermazioni confuse. A un esame più attento, non ci sembra affatto così, anzi; piuttosto, Ella rimane fedele alla Sua reputazione di persona schietta anche in ambienti dove vige la menzogna, nonostante ciò vada a Suo svantaggio. Dove collocherebbe la cesura nella Sua vita, dove questa virtù è stata reinterpretata dai vecchi media come un difetto? Quale linea rossa ha attraversato; su quale questione la Sua schiettezza è diventata un pericolo per la narrativa pubblica?

Le false accuse sono uno dei mezzi ai quali ricorre chi vuole eliminare un avversario che teme e che non può contrastare lealmente. In questo caso, vengo ritenuto scomodo sia dagli esponenti della deep church e della cabala bergogliana, i cui scandali e insabbiamenti ho denunciato sin dall’epoca del caso McCarrick. E sono parimenti scomodo per il deep state, che ha potuto contare sulla complicità della Santa Sede e della quasi totalità dell’Episcopato mondiale negli eventi degli ultimi anni. La voce dissonante di un Vescovo, soprattutto quando egli formula denunce argomentate e basate su fatti inconfutabili, rischia di mettere in discussione la narrativa ufficiale, tanto sul presunto rinnovamento della Chiesa sotto questo “pontificato”, quanto sulla farsa pandemica e sulla “vaccinazione” di massa. Anche la recente crisi russo-ucraina trova significativamente schierati dalla stessa parte l’élite globalista, la NATO, il deep state americano, l’Unione Europea, il World Economic Forum di Davos, l’intera macchina mediatica e il Vaticano. L’intervento di Putin in Ucraina è considerato una minaccia al Nuovo Ordine Mondiale che va neutralizzata anche a costo di un conflitto mondiale.

Se devo quindi indicare il “punto di rottura” sul fronte ecclesiale, certamente esso è coinciso con la mia denuncia della rete di complicità e scandali di chierici e Prelati corrotti che Bergoglio ha deliberatamente e ostinatamente cercato di insabbiare. Sul fronte civile, mi pare che la red line sia stata superata con il mio Appello per la Chiesa e per il mondo, lanciato due anni fa [maggio 2020] e con il quale denunciavo la minaccia rappresentata dal golpe bianco compiuto tramite l’emergenza sanitaria. L’emergenza energetica e alimentare, oltre a quella bellica, fanno sempre parte di quegli inquietanti “scenari” che il World Economic Forum e l’ONU hanno descritto con dovizia di particolari con larghissimo anticipo. Quando, un giorno non remoto, un tribunale giudicherà questi criminali e i loro complici nelle istituzioni di quasi tutti i Paesi occidentali, quei documenti potranno costituire la prova della premeditazione del più grande colpo di stato di tutti i tempi. E lo stesso accadrà sulle vicende ecclesiali, dimostrando che la deriva dottrinale e morale originata dal Concilio Vaticano II ha creato le necessarie premesse per la corruzione dottrinale e morale del Clero e, con essa, la delegittimazione dell’autorità dei Pastori. Non dimentichiamo che la Rivoluzione ha sempre fatto leva sui vizi e sulle debolezze dei suoi rappresentanti, tanto per distruggere lo Stato quanto per indebolire la Chiesa. 

3. Eccellenza, la crisi della Covid-19 e delle norme pandemiche sta entrando nel suo terzo anno; nel frattempo, si sono aggiunti al mix la guerra nell’Europa orientale, e soprattutto la massiccia guerra politica e mediatica. Come valuta questo sviluppo?

Chiariamo un punto fondamentale: la crisi ucraina è stata provocata deliberatamente dal deep state per costringere il mondo alle riforme del Great Reset, in particolare la cosiddetta “transizione tecnologica” e la “svolta green”. È il secondo livello del colpo di stato dei tecnocrati globalisti, dopo la farsa pandemica. 

La psicopandemia ha segnato il primo livello di un vero e proprio attacco sferrato per appropriarsi del controllo dei governi. In realtà, oggi cercano solo di bypassare il potere politico, che fino ad oggi fungeva comunque da mero esecutore di ordini. Con il pretesto della pandemia si sono imposti sistemi di controllo capillare della popolazione, ivi compresi i sistemi di tracciabilità dei singoli cittadini, inoculati assieme al siero genico sperimentale. 

Proprio in questi giorni, al Forum di Davos, il CEO di Pfizer Albert Bourla ha detto: «Immaginate un chip biologico che è incluso in una pillola, che quando viene inghiottito e va nello stomaco, invia un segnale. […] Immaginate le applicazioni, la possibilità di far obbedire le persone. […] Quello che succede in questo campo è affascinante» (qui). E dice «quello che succede» perché si tratta di tecnologie esistenti, non di progetti fantasiosi. La presenza di grafene e di nanocircuiti autoassemblanti è ormai ammessa anche da quanti, un anno fa, additavano come “complottista” chi lanciava l’allarme. La popolazione delle nazioni aderenti all’Agenda 2030 è in maggioranza “vaccinata”, ossia è geneticamente modificata e vede compromesso in modo irreversibile il proprio sistema immunitario. E forse – come alcuni avvocati stanno denunciando – si scoprirà che assieme al siero genico hanno inoculato dei chip in grado di controllare anche le reazioni delle persone, di interferire con il loro comportamento, di renderle docili in caso di sommosse o violente se serve avere un pretesto per interventi militari. Siamo ben oltre il colpo di stato globale: questo è il più grande, clamoroso, inaudito attacco alla persona umana, alla sua libertà, alla sua coscienza, alla sua volontà. 

Potete ben immaginare quale sia il rischio derivante dal cedere all’OMS il controllo sovrano degli Stati sul sistema sanitario in caso di emergenza pandemica, quando chi deve decidere le campagne vaccinali e le terapie, le misure di contenimento e di lockdown, è finanziato dalle case farmaceutiche e dalla Bill & Melinda Gates Foundation, che teorizza la pandemia perpetua e il perpetuo booster vaccinale. Anche la risoluzione che doveva essere votata all’OMS – e che almeno per ora è stata evitata – andava nella direzione di un controllo totale da parte della sinarchia globalista. Non stupiamoci quindi se, nel pietoso tentativo di nascondere gli effetti avversi del siero genico sperimentale, l’OMS stia ora lanciando allarmi sul presunto vaiolo delle scimmie, la cui sintomatologia è curiosamente simile ad alcuni degli effetti collaterali del “vaccino” mRNA (qui). Tanto l’OMS quanto l’EMA (finanziata al 75% da BigPharma) si sono mostrate in palese conflitto di interessi e totalmente dipendenti dall’industria farmaceutica.

Per quanto riguarda la crisi russo-ucraina, quella che poteva essere un’operazione di pace per mettere fine alla persecuzione etnica della minoranza russofona in Ucraina ad opera di estremisti neonazisti è stata deliberatamente e colpevolmente trasformata in una guerra. I ripetuti appelli di Putin alla comunità internazionale perché fosse rispettato il Protocollo di Minsk sono caduti nel vuoto. 

Perché? Per il semplice motivo che quella era un’ottima opportunità.

In primo luogo per creare a tavolino una crisi energetica globale, con cui forzare il passaggio alle fonti energetiche alternative con tutto il business che ciò rappresenta. Senza crisi, come si giustifica l’aumento del prezzo del gas e del petrolio come strumento per costringere le aziende e i privati alla famigerata “transizione ecologica” che nessuno ha mai votato e che è stata imposta da burocrati asserviti all’élite? 

In secondo luogo, per distruggere in modo controllato e spietato tutte le imprese considerata inutili o dannose all’economia globale delle multinazionali. Milioni di aziende artigiane, di piccole realtà che rendono unici i Paesi dell’Europa e l’Italia in particolare, sono costrette a chiudere perché, dopo i disastri causati dai lockdown e dalle regole della psicopandemia, si è provocato un aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con una criminale speculazione da parte del “mercato” e senza che la Federazione Russa prenda un centesimo in più. Il tutto voluto dall’Unione Europea su ordine della NATO, tramite sanzioni che si ripercuotono su chi le ha comminate. La cancellazione dell’economia tradizionale non è una sfortunata conseguenza di un conflitto inatteso, ma la premeditata azione criminale di una mafia mondiale, al cui confronto la mafia tradizionale è un sodalizio benefico. Il vantaggio di questa operazione eversiva va alle multinazionali che possono acquistare aziende e beni immobili a prezzi fallimentari, e agli istituti finanziari che lucrano con prestiti usurari per milioni di nuovi poveri. Anche qui, gli scopi ideologici – e infernali – dei vertici dell’élite si avvalgono della complicità di potentati economici che hanno meri scopi di profitto. Con la guerra, l’industria bellica e quella non meno florida delle tecnologie informatiche e dei mercenari hanno l’opportunità di concludere lucrosi affari, con i quali ricompensare generosamente i politici che hanno votato l’invio di armi e mezzi in Ucraina. 

In terzo luogo, la guerra in Ucraina doveva consentire l’insabbiamento dello scandalo di Hunter Biden, coinvolto con la società Metabiota nel finanziamento dei biolaboratori in cui si producono armi batteriologiche di massa. L’assedio dell’acciaieria di Azovstal era motivato proprio dalla necessità di nascondere tanto i membri di forze straniere della NATO assieme ai neonazisti di Azov e Pravj Sektor, quanto i biolaboratori vietati dalle convenzioni internazionali, e che avrebbero svolto esperimenti sulla popolazione locale. 

In quarto luogo, perché la narrazione psicopandemica, nonostante la complicità del mainstream, non ha impedito alla verità di trapelare e via via di diffondersi in sempre più ampi settori dell’opinione pubblica. La crisi in Ucraina doveva essere un’ottima operazione di distrazione di massa, per evitare visibilità alle notizie sempre più incontrollabili circa gli effetti letali del siero sperimentale e le conseguenze disastrose dei provvedimenti assunti dagli Stati durante l’emergenza pandemica. La falsificazione dei dati è ormai conclamata; l’occultamento deliberato dei risultati della prima fase della sperimentazione è ammessa dalle stesse case farmaceutiche; la consapevolezza dell’inutilità dell’uso delle mascherine e dei lockdown è certificata da molteplici studi; il danno per l’equilibrio psicofisico della popolazione e in particolare dei bambini e degli anziani è incalcolabile, come incalcolabile è quello per gli allievi a seguito della didattica a distanza. Per non lasciare che le persone inizino a comprendere quello che gli è stato fatto, tenerle occupate davanti al televisore o sui social con la propaganda antirussa è il minimo che possano fare questi pazzi criminali, che sono responsabili tanto della pandemia quanto della crisi russo-ucraina. 

Se prendiamo il copione di questa sceneggiatura voluta dall’élite globalista, troviamo che oltre allo scenario della pandemia ci sono altri scenari non meno preoccupanti, che vedevamo già anticipati dai media sin dallo scorso anno: la crisi energetica, non come sventurata conseguenza di un imprevedibile conflitto in Ucraina, ma come mezzo tramite il quale da un lato imporre la green economy motivata da un’inesistente emergenza climatica, e dall’altro distruggere le economie nazionali, facendo fallire le aziende a vantaggio delle multinazionali, provocando disoccupazione e creando quindi manodopera sottopagata, costringendo gli Stati a indebitarsi perché privati della loro sovranità monetaria o comunque in perpetuo deficit a causa del signoraggio. 

Anche l’emergenza alimentare è nel copione di Klaus Schwab: essa è iniziata per certi prodotti negli Stati Uniti e in Europa e più in generale per le derrate di grano e cereali in molti Paesi dell’Africa o dell’Asia. Poi scopriamo che Bill Gates è il maggior proprietario terriero degli Stati Uniti proprio quando c’è carenza di grano e prodotti agricoli; e che sempre Bill Gates è a capo di una start-up che produce “latte umano artificiale” proprio quando negli USA c’è carenza di latte in polvere per bambini. E non dimentichiamo che le multinazionali dell’agricoltura stanno riuscendo ad imporre l’uso delle loro sementi sterili – che vanno riacquistate ogni anno – e a vietare le sementi tradizionali, che consentirebbero ai Paesi poveri di non dipendere da loro.

Chi ha progettato la serie di crisi attuali, di cui si sono poste le basi all’inizio degli anni Novanta con la privatizzazione delle aziende di Stato, ha fatto anche in modo di collocare nei governi, nelle istituzioni, negli enti internazionali, a capo delle Banche centrali e dei grandi asset strategici, nei media e nelle principali religioni mondiali personaggi formati e addestrati dal World Economic Forum a questo scopo. Guardate i Primi Ministri dei principali Paesi europei, del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda: sono stati tutti reclutati dal Young Global Leaders for Tomorrow, e il fatto che siano ai vertici di queste Nazioni, dell’ONU e della Banca Mondiale dovrebbe essere più che sufficiente per processarli tutti per eversione e alto tradimento. Chi ha giurato di applicare le leggi nell’interesse della propria Nazione compie spergiuro, nel momento in cui deve rispondere del proprio operato non ai cittadini ma a dei tecnocrati senza volto che nessuno ha eletto. 

Le facili accuse di “cospirazionismo” non reggono più, come non regge tacciare di “collaborazionismo” chiunque esprima perplessità sulla crisi russo-ucraina e sulla sua gestione a livello internazionale. 

Chi non vuole comprendere la trama perché ha paura di quello che potrebbe scoprire si ostina a negare che vi sia un copione e un regista, che vi siano attori e comparse, scenografie e costumi. Ma possiamo davvero credere che le persone più ricche e potenti del mondo accetterebbero di sferrare un tale attacco all’umanità per realizzare il loro delirante sogno globalista, con un enorme dispiegamento di energie e risorse, senza aver pianificato tutto nel dettaglio e anzi lasciando tutto al caso? Se agisce così chi deve pianificare l’acquisto di una casa o l’inizio di un’attività, perché dovrebbe essere “complottismo” riconoscere che per ottenere dei risultati inconfessabili e criminali l’élite debba ricorrere alla menzogna e all’inganno?

Se mi permette un’analogia, direi che il nostro atteggiamento dinanzi ai fatti presenti è simile a quello di chi si trova a dover ricostruire un puzzle di migliaia di tessere, senza avere davanti l’immagine finale. Chi ha costruito il puzzle globalista, l’ha fatto proprio per rendere irriconoscibile quel che voleva ottenere. Però chi vede l’immagine intera o anche solo una sua parte considerevole, riconosce come i vari tasselli si incastrano gli uni negli altri. E chi ha visto l’immagine finale sa anche come interpretare silenzi e connivenze dei governanti e dei partiti anche di opposizione, come spiegare la complicità dei medici e dei paramedici ai crimini compiuti negli ospedali contro ogni evidenza scientifica, o quella di Vescovi e parroci giunti a privare dei Sacramenti i non vaccinati. Quando ampie aree del puzzle saranno chiaramente visibili – ed è quello che sta accadendo – le tessere rimanenti potranno esser posizionate più facilmente. E a quel punto Klaus Schwab, George Soros, Bill Gates, gli altri cospiratori e coloro che li manovrano dai vertici della cupola, prenderanno la fuga, per evitare di essere linciati. 

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