Svizzera, altro che neutralità: perchè non stupisce che (come Svezia e Finlandia) voglia entrare nella Nato

di Gloria Callarelli

Si fa un gran parlare in queste ore della ferrea volontà da parte, si dice, della maggioranza della popolazione svizzera di entrare nella Nato, cui seguono, a ruota libera e adoranti, Svezia e Finlandia.

Venghino signori, venghino: il carrozzone globalista, ormai itinerante, è un cancro che da anni è penetrato nel tessuto poroso della società sempre più “liquida” del cosiddetto Occidente di oggi. Arrivando praticamente ovunque, anche laddove nemmeno Adolf Hitler era riuscito. Una società incredibilmente incapace di reagire, talmente “liquida” e molle da diventare penetrabile a tutto.

E il punto di non ritorno è stato raggiunto: la politica, la società, perfino la mente umana ha smesso di essere guidata dalla rettitudine dopo il lancio dello scalpo definitivo da parte del maligno nel 2019. Ora, signori, stiamo giocando a carte scoperte. Oggi la rettitudine e la coerenza sono lettera morta, il coming out è la regola, il pizzo filoglobalista è ovunque e opporsi significa esporsi alla ghigliottina dell’inquisizione, quella di oggi sì, spietata, contraria alla verità  e diabolica. Altro che la luce del Medioevo. Succede così che quelle nazioni che perfino nella Seconda Guerra Mondiale erano sovrane, neutrali, oggi svestono i panni dell’imparzialità e indossano quelli degli ultras, bandierina rigorosamente gialloblu tra le mani. In futuro “parrà come se il comunismo avesse invaso il mondo” furono le parole che pronunciarono le veggenti di Garabandal: parole vere che riecheggiano da Fatima e che trovano compimento oggi.

Sì perchè il cancro global-comunista attualmente è ovunque. Si è diffuso a rapida velocità soprattutto dal Covid: la tecnologia, del resto, ne è il braccio più potente, tanto da ingurgitare la comunicazione e rigurgitarla sul modello orwelliano del Ministero della verità. Il cancro di cui sopra, dicevamo, è padrone dei vertici Usa, è nella sua creatura fotocopia in Europa (oramai Stati uniti d’Europa potremmo dire) è senz’altro, nella sua versione meno filosofica e più pratica, quella del controllo sociale (ateo), in Cina. Come ci si può aspettare, dunque, che due Paesi così politicamente noiosi, ma da tempo mondial-conformisti come Svezia e Finlandia restino a sonnecchiare nel gelido Nord senza aggiornarsi? No, la scelta dei due Paesi non può e non deve stupire. Il mondo oggi deve dividersi. E’ la natura della battaglia spirituale. Gli antimondialisti da una parte e i mondialisti dall’altra, innanzitutto. Ma, come sanno i cristiani, questa è solo una prima divisione, ahinoi. Attenzione: non c’è posto in mezzo, non c’è posto (direbbe Cristo) per i tiepidi.

E così anche la fu Svizzera neutrale si sta schierando: vuole imparare a difendersi come la Nato, non si sa mai. La stessa Svizzera che è sede della Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Onu, del Consiglio dei Diritti Umani, di numerose multinazionali, delle ONG filantropiche americane oltre che, dulcis in fundo, territorio geografico del Forum di Davos di Klaus Schwab. Non c’è che dire: neutrale sì, ma con il motore a trazione globalista. La stessa Svizzera di Ignazio Cassis, oggi presidente della Confederazione elvetica, il quale da Consigliere Federale nel 2020 firmò un accordo proprio con il fondatore del WEF per rafforzare la cooperazione tra il Consiglio Federale Svizzero e la fondazione dello stesso Schwab, padre della teoria della Quarta Rivoluzione industriale e del Great Reset. Chissà se questo comprendeva gli uomini della “sicurezza svizzeri” (provate l’acronimo è suggestivo) del WEF così zelanti in questi giorni proprio a Davos… Eravamo in piena cosiddetta pandemia Covid e la firma significò per il World Economic Forum allargare la sua influenza sulla Ginevra Internazionale. Già: la Svizzera è soprattutto Ginevra. E, scusate se ci ritorno, ma occorre sapere di cosa parliamo. Ginevra è, in pratica, il cuore pulsante di tutto. Ginevra è sede di banche, di Ong del lavoro e del commercio, ma è anche fulcro del mercato delle materie prime. Il 40% di questo mercato che comprende cereali, prodotti petrolieri (vi dicono niente oggi?) è a Ginevra. Ma Ginevra, dicevamo, è sede del moloch sanitario dell’Oms, per esempio, ma pure del Global Fund di Gates, Sachs& soci e dell’ONU-AIDS. Non ne abbiamo mai accennato, ma basta che vi citi Fauci, guru in materia di AIDS e socio di Bill Gates, per capire di cosa stiamo parlando. La città svizzera è sede, inoltre, di diritto umanitario (Croce Rossa per dirne una) ma anche di uffici centrali in tema di migrazioni. Manca qualcosa attinente al Great Reset? Ah sì, il fantastico mondo del digitale che è un altro settore che va oggi di moda e, guarda un po’, ha solide radici in Svizzera. L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni si trova sul suolo elvetico, ad esempio. In tema di scienza e tecnologia, non possiamo poi dimenticare il CERN: “Lo sviluppo della ricerca sulle particelle non riguarda solamente la ricerca base. Essa ha in effetti innumerevoli altre applicazioni, tra le quali: la produzione di energia e la sterilizzazione (alimentazione, medicina, rifiuti biologici…), applicazioni informatiche con la realizzazione del World Wide Web, altre applicazioni mediche che hanno dato vita ad una nuova disciplina: la fisica medica” si legge nella sua presentazione. A questo punto, non c’è che dire: l’agenda mondialista è quasi completa.

Tra l’altro aggiungiamo un particolare inquietante: nel 2016 si diffuse un filmato dove si notava, all’interno del CERN, nei pressi della statua di Shiva, divinità indù piazzata guarda un po’ sulla porta d’ingresso, un rito satanico con sacrificio umano. Qualcuno la definì una burla, qualcun altro una fake. Eppure come si legge qui (https://www.huffingtonpost.it/2016/08/18/video-sacrificio-cern_n_11582088.html) il CERN non smentì le immagini, semplicemente, si legge, dichiarò: “Il rito avvenne, ma senza autorizzazione”. Ora: ci rendiamo conto? Il “rito avvenne” vuol dire che fu reale e fu fatto. Non è un video costruito. Non è fake. Ora ci domandiamo: chi poteva entrare indisturbato al Cern e compiere un tale delitto? Capite la gravità di quelle affermazioni?

Questo tanto per non dimenticare di cosa stiamo parlando.

Ora manca forse un punto e infatti non vorremmo che Greta si offendesse. Ebbene sì, manca la questione climatica. Ma tranquilli perché a Oceania, ops Svizzera, c’è anche quello: tra le strutture presenti citiamo la Casa Internazionale dell’Ambiente che “raggruppa sotto lo stesso tetto organizzazioni internazionali e non governative al fine di rafforzare e incoraggiare la collaborazione tra le organizzazioni, a beneficio dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile”. Tutto molto global, tutto molto gretino. Niente paura: l’agenda 2030 non esiste, noi viviamo felicemente su Marte, il siero è magico e la transizione digitale o ecologica (e alimentare) è pura roba complottista. Giuro che è un caso la volontà della Svizzera di schierarsi in questo momento storico dalla parte della Nato.

Ora, che dire. Se ci pensiamo appare impossibile per natura la neutralità svizzera, eppure fino ad oggi sulla carta è stato così. Forse il travestimento non funziona più o forse, dicevamo, siamo al redde rationem degli ultimi tempi, del dentro o fuori. Per quanto riguarda la Finlandia, la premier Sanna si dice “figlia di due mamme”(?? lo so non ha senso ma la presentano così…), pare uscita da uno spot di qualche casa di moda e fa parte dei manichin…ops modelli di Davos. In Svezia dove anche Dio per i luterani ha ceduto al gender e non può essere chiamato né “Lui” né “Signore”, abbiamo un’altra lady Davos che sprezzante del pericolo si fa beffe di una Russia “costretta a rispondere” all’adesione dei Paesi nordici alla Nato. Un’adesione che ha mandato in brodo di giuggiole il giullare Zelensky, Macron e il convintissimo Draghi. Più chiaro di così.

Ah, nota di servizio: sapete che lo Svalbard Global Seed Vault, la banca del seme voluto dalle élite, quel grottesco bunker costruito nei ghiacci che conserva le specie vegetali viventi, non è roba complottista ma sorge nel profondo Nord vero? In Norvegia per la verità (Paese al sicuro nelle braccia di mamma Nato da un po’ e quanto mai oggi attuale) ma viene gestito dal Nordic Genetic Resource Center (banca del gene e centro della conoscenza per la ricerca genetica dell’intera scandinavia) e finanziato, udite udite, da alcuni Paesi (globalisti?) quali Svizzera (di nuovo), Svezia (ma dai), Australia e la più generosa Canada (ricordate la violenza delle restrizioni Covid in questi Stati? Non può essere un caso in ottica great reset); oppure da “filantropi” con la fissa per la genetica vedi Bill Gates e Goldman (sempre loro) o multinazionali come la svizzera (ancora) Syngenta. Tutto sotto l’egida del Nordic Council of Ministers, organismo intergovernativo che deve favorire la cooperazione dei Paesi Nordici. Un filo invisibile, diremmo esoterico, lega sempre gli stessi protagonisti con la mania della genetica sposata alla politica, al business, al transumanesimo e al controllo sociale anticristiano. Anche nel gelido Nord. Il famoso comunismo che ha invaso il mondo. Il solco è tracciato: i puntini stanno restituendo un disegno fin troppo chiaro. Si scrive Nato o Europa, ma oggi, tra guerre, pandemie “profetizzate” dai venditori di siero e Great reset, si legge inferno. Un luogo, è bene che Svizzera, Svezia, Finlandia e sudditi vari, sappiano, dal quale non si prevede ritorno. E non c’è bunker che tenga.

Fonte (ricognizioni.it)

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La differenza del sangue tra un vaccinato e un non vaccinato. In un video vengono mostrati gli esami al microscopio ed il risultato è agghiacciante!

“Un excursus documentale e con testimonianze dirette in rapporto all’eredità del Codice di Norimberga” – “Evidenze, tutele, criticità nel più ampio esperimento farmaceutico della storia.”
Questo il titolo della conferenza “Il Diritto alla Scelta” tenutasi il 17/5/2022 a Savigliano – presso la sala polifunzionale della Crosà Neira, nella quale numerose professionalità tra medici, magistrati, attivisti e molti altri hanno mostrato documenti, hanno posto domande giudiriche e riflessioni sulla campagna vaccinale e sugli effetti sia sociali che di salute.

Tra i molti relatori segnaliamo l’intervento di Luciana Beccaria con un video testimonianza sugli esami del sangue che certifica la presenza di Ossido di Grafene nel sangue con esami risalenti al 6 Maggio 2022, effettuati a Mantova presso il Laboratorio di Biotecnologia del Dott. Franco Giovannini.

Sono stati confrontati 8 soggetti vaccinati con siero anticovid-19 con 8 soggetti non vaccinati i quali erano anche i loro accompagnatori di fiducia.
Il risultato lo potete vedere in questo video, alla fine noi complottisti avevamo ragione…

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Prof Frajese intervenuto alla camera dice: Il Vaccino distrugge il sistema immunitario lo dimostrano gli studi scientifici

Il Prof. Giovanni Frajese Endocrinologo e professore e docente all’Università di Roma “Foro italico”, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sui vaccini anti-covid si è espresso in maniera chiara i pericoli e le conseguenze della vaccinazione di massa.
Ha portato studi sconvolgenti pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche come Nature e The Lancet e questo è quello che ha detto, ascoltate il video.

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Il Vescovo eletto di Parigi conferisce il sacramento della Confermazione con rito tradizionale a Lille.

S. E. R. Laurent Ulrich, Vescovo eletto di Parigi (e attuale Vescovo di Lille) ha conferito 55 cresime in una chiesa dell’ICRSS. 

Lo rende noto il Blog MIL (Messa in Latino) citando il post dalla pagina Facebook di ICRSP che rende note le foto. Continua poi cosi:

Ci par per un attimo di rivivere  il bel clima del Summorum Pontificum.Che duri come a maggio una rosa fiorita ? Ai posteri l’ardua sentenza”.

Deo Gratias
Claudio

Fonte: MIL

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Dai testimonial li riconoscerete

di Gloria Callarelli

La nuova (de)generazione dei fantocci dello spettacolo questa volta paga il pizzo a pratiche ampiamente in uso nei rituali satanici.

E a riverarlo sono gli stessi protagonisti di quel mondo, che, pur vivendo in gabbie dorate milionarie, sono schiavi. Schiavi di un mondo malato, servi coscientemente o incoscientemente del divisore per eccellenza. E’ il turno, in questi giorni, dell’attrice Megan Fox, famosissima star di blockbuster di successo tra cui Transformers.

L’attrice in un video ha recentemente affermato (con quell’alone di finta ingenuità della serie “Ops mi avete scoperto”) di bere il sangue del compagno Machine Gun Kelly per “scopi rituali”. Insomma: per diventare famosi o per lo meno per ritagliarsi scampoli di celebrità, dunque, non basta più quell’avventura amorosa chiacchierata, piuttosto che quell’altra partecipazione all’evento mondano del momento. E non basta nemmeno più fare il cosiddetto “Coming out” e quindi staccare il lasciapassare Lgbtqzyw…ecc. Adesso occorre spingersi oltre, andare al postumano o, se preferite, scendere ancora di qualche gradino verso l’inferno.

Ma la bella Megan che difficilmente potrebbe interpretare per fattezze la classica strega in un film dell’orrore, e che forse ha pensato bene di colmare tale lacuna nella vita reale, non è certo l’ultima vittima di un sistema, quello diabolico, che per qualche misteriosa ragione coinvolge i ricconi del pianeta. Naturalmente per noi ultimi, misteriosa fino a lì: perché sappiamo bene che il principe di questo mondo per i suoi favori chiede un prezzo molto alto.

E così la desolazione, la pochezza, la follia impera in tutto quel mondo fatto di cartapesta, o di silicone, che poi parte dalla Silicon Valley per finire nelle periferie dell’impero occidentale a stelle e strisce. Forse conoscete le recenti uscite sataniste della cantante Louise Veronica Ciccone (notissima cantante il cui nome d’arte non scriverò per rispetto alla nostra Santa Vergine)  che nel 2020 donò denaro alla fondazione Bill Gates indossando una maglietta con sata** in croce, ultima scelta depravata di una carriera costellata di bestemmie. Come lei buona parte del mondo mainstream: da Bob Dylan a Kate Perry, da Eminem a Beyoncè fino alle starlette del mondo dello spettacolo in salsa nostrana. Tutti con la medesima cosa in comune: aver venduto la propria anima al male e averlo ampiamente confessato magari in qualche canzone o in qualche più audace intervista. Credete siano cose lontane? Provate a fare una rapida ricerca su google di personaggi famosi e vedrete. Perfino nella nostra Italia, si comincia a notare il fenomeno. Chi non ricorda la collana e le magliette blasfeme di Fedez o l’inno al demo*** nel Sanremo del 2019 di Virginia Raffaele?

D’altronde per esserci, per mostrarti obbediente devi fare un atto di fede in mondovisione. Che pena. Sincera pena.

Ma torniamo al tema iniziale: le dichiarazioni della Fox appaiono inquietanti per diversi motivi. L’incoscienza con la quale vengono esternate, innanzitutto. Pur di vivere ricchi e potenti, pur di avere un attimo di celebrità ci si danna per sempre. Che pena. Il fatto di essere per altro per qualche giovane un modello da seguire è l’altro peccato che grida vendetta al Cielo. Quante anime potrebbero perdersi per colpa di queste esternazioni?

Infine lo sdoganamento, attraverso la finestra di Overton, della pratica della parabiosi. La parabiosi altro non è che una “moda” già in voga da qualche anno tra le élite mondialiste e che prevede di bere sangue per inseguire l’immortalità. Cercate ad esempio tal Ray Kurzweil, guru dei computer e di Google che ha rivelato: “Nel 2030 non saremo più solo esseri umani: le macchine ci stanno potenziando, saremo migliori.” Che fantasia. Transumanista dei miei stivali. Transumanista che tra l’altro, lo noto ora, fa rima con satanista. Del resto uno che vuole fare della lotta alla mortalità un suo obiettivo, uno che insieme a Gates e Musk vuole andare oltre il concetto divino di essere umano e da essere umano tentare la strada inversa improvvisandosi Dio e benedicendo le pratiche per interrompere (sulla carta) il processo di invecchiamento, non può che essere una persona in competizione con il Creatore. Lo stesso sat***, del resto, voleva essere migliore di Dio. E non è certo un caso. Dunque il ragionamento di questo gruppo di “potenti” è il seguente: ok il microchip e i robot ma se bevendo sangue giovane si può aspirare a restare giovani, perché non provarci? Siamo arrivati alla pietra fiolosofale, al sacro graal degli invasati. Lo capite?

Riporta una ricerca del centro culturale San Giorgio che Dianne Core, responsabile dell’Istituto Childwatch (un’associazione di assistenza e protezione dei minori) in Inghilterra, ha denunciato connubi dei satanisti con lobby politiche che tendono a coprire efferatezze con protagonisti i bambini. La dottoressa ha, tra l’altro, affermato: «Purtroppo non abbiamo ancora individuato il vertice della gerarchia che controlla il satanismo in Gran Bretagna […]. I cultori del diavolo godono di protezioni ad altissimo livello». Non è l’unica. Esistono inchieste, indagini e testimonianze che raccontano di bambini utilizzati per sacrifici umani dai satanisti i quali poi ne berrebbero il sangue. Un rituale, appunto. Inchieste con tanto di numeri: le percentuali di bambini scomparsi ogni anno sono del resto spaventose. Dicevamo un rito. Con il quale si entra di diritto nell’inferno.

Chissà se la vampira, signora Fox Machine Gun Kelly o come si chiama ne sia al corrente.

Il più recente pizzagate che coinvolgerebbe ex personaggi di spicco della Casa Bianca ma anche attori e vip vari è l’ultimo coperchio di questo vasto calderone. Magia nera, sacrifici umani, stregoneria, pedofilia, lupi travestiti da agnelli. Non è un film. Non è complottismo. E’ realtà. Chiedete alla Abramovich, una che recentemente ha prestato volto e performance alla “oltreumana” Microsoft e che ha sponsorizzato la guerra in Ucraina, contro il cattivone Putin. Una che si firma con i tre 6. Una che si fa fotografare con una testa di capra in mano. Una che fa serate con cene a base di sangue denominate “spirit cooking”. Ma Santo Cielo, cosa dobbiamo vedere di più? E questa è gente che va a cena con i vari Podesta dell’entourage della Clinton, che si fa fotografare con Epstein, che lavora con Bill Gates. Che si ispira alla sacerdotessa del male Helena Blavatsky, che ha fondato la società teosofica insieme a Rudolf Steiner e ad Anne Besant e che ha dato vita al Lucis Trust (con chiaro riferimento all’essere dal quale hanno preso spunto per il nome).

Di che stiamo parlando? L’inferno è sulla terra. Ed è sotto gli occhi di tutti. Non si nascondono più, il simbolismo è ovunque. Il male è ovunque. E allora non esistono più le coincidenze: se qualcuno fa qualcosa di satanico, lo fa perché ci crede. Se quel rapper italiano prende in giro il Signore, lo fa con cognizione di causa. Impariamo a dire basta! Che ognuno si prenda le sue responsabilità in questo mondo malato. Impariamo a rifuggire il peccato. Hanno aperto la porta dell’inferno a Roma, vorrà pur dire qualcosa. Non possiamo più far finta di nulla. Dobbiamo opporci con la testimonianza e con la preghiera a tutto questo. Questa, ora, è forse la nostra (più ardua) chiamata.

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Resistere si può, restando Liberi in Veritate

di Gloria Callarelli

La sensazione di essere dalla parte giusta, la sensazione che finalmente possa cambiare qualcosa. A una settimana dal congresso di presentazione del progetto Liberi in Veritate, siamo usciti così, col sorriso, rinfrancati nel corpo e nell’animo. Un congresso che ha visto la partecipazione di personaggi del calibro di Silvana De Mari, Paolo Gulisano, Maurizio Blondet, Massimo Viglione, Daniele Logoluso e di tanti altri esperti e studiosi nonché difensori della Verità.

Denominatore comune: la volontà di unirsi per resistere alla tirannide sanitaria consapevoli, però, di potercela fare solo nel nome del Signore. E’ questo l’elemento che farà da marcatore al progetto e che lo distinguerà dalla realtà politica italiana. Una realtà che si è dimostrata nei fatti totalmente prona ai diktat sovranazionali per quel che riguarda i cosiddetti partiti di sistema; confusa invece nella base ideologica per quanto riguarda alcune delle altre realtà anti narrazione Covid, le quali si sono dimostrate spesso di nicchia, a volte in ritardo, altre volte, infine, perseguitate.

L’idea di Liberi in Veritate ha preso forma già nei mesi scorsi quando molti cattolici, in particolare del mondo tradizionalista, ma non solo, chiedevano a gran voce una forza nuova in grado di opporsi, fermamente, a quanto stava accadendo nel mondo e in Italia e che nascesse da un’unica idea: quella di agire come milizie del Signore, senza ambiguità, raccogliendo il messaggio di Monsignor Viganò che chiedeva di combattere in un’alleanza antimondialista contro il NWO.

Il progetto del comitato è ambizioso, non privo certamente di difficoltà, ma nasconde un entusiasmo che forse in altri ambienti non si respira da anni o proprio manca totalmente. Manca perché nelle trecento persone e più che sabato hanno partecipato a Villa D’Adda c’era comunque la consapevolezza di essere sostenuti e protetti, di avere già la vittoria in tasca. E non si tratta di superbia ma di dato di fatto: non praevalebunt, sta scritto. Magari non ci riuscirà come Comitato da solo, ma sicuramente come una forza che può dire la sua contro il male. E questo, per chi combatte per la Verità, può e deve essere un vantaggio. E non è cosa da poco. Sapere che il cuore immacolato di Maria trionferà, non vuol dire adagiarsi: la lotta sarà dura, lo sappiamo. Le profezie parlano molto chiaramente: avremo di che soffrire, avremo di che offrire.

La sfida, comunque la si veda, sarà certamente delicata: dopo il congresso occorre ora tessere le fila di quanto propugnato. La volontà è quella di agire anche politicamente e occorre quindi, innanzitutto, mettere da parte (e questo è apparso da subito uno degli intenti dei fondatori) i personalismi di qualsiasi tipo. Qui non si tratta di agire per una poltrona o per ottenere visibilità o chissà cosa. Qui si tratta di agire per gli altri, di offrire la propria competenza e le proprie soluzioni. Sacrificandosi anche, in un certo senso. Si tratta di riscoprire virtù quali la carità che ha nella politica il suo ampio compimento, differenziandosi dal panorama politico di chi agisce per mero tornaconto, totalmente scollato dalle necessità del cittadino.

Inoltre occorrerà subito strutturarsi in ogni territorio: va da sé che per far questo ci sarà bisogno di “arruolare” uomini e donne generosi e attivi, che necessiteranno di una preparazione importante, una forte fede e, infine, una certa malizia politica. Importante sarà non scendere a compromessi, cercando di restare nel solco degli insegnamenti e dei valori cristiani. Non sarà facile: le insidie sono molte, ma restando nell’umiltà e affidandosi naturalmente tutto si può fare.

Resta da capire fino a quando e fino a dove le élite lasceranno margine per agire nei prossimi mesi a livello politico: l’agenda 2030 lascia poco spazio alla volontà popolare, non è escluso che non si vada a votare tanto presto. Non importa: dobbiamo fare rete, creare una squadra. E l’entusiasmo, la consapevolezza di poter essere quella pietra d’angolo diventa la forza di chi desidera servire il proprio Paese, i propri cari, il proprio fratello e il Cristo.

Per tutti, da sabato, la consapevolezza di avere dentro al cuore una chiamata: adesso sta a noi rispondere a Maria e al Signore e fare anche noi, ognuno con il proprio carisma, la nostra parte.

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La croce di Nerone: il simbolo della pace che apre le vie di satana


Conosciamo il vero significato di quello che chiamiamo il simbolo della pace?

Non c’è nulla di più pericoloso che accettare le opinioni e le credenze della massa, senza indagare sulla filosofia che da loro sfogo.

croce di nerone
(Photo by David Greedy/Getty Images)

Quando siamo troppo pigri per trovare il tempo di cercare le nostre risposte, rischiamo davvero grosso.
In primo luogo, possiamo incappare in una verità artificiale, creata ad hoc perché recepiamo un certo messaggio, quello che si vuole inculcare nella società e nella cultura.
In secondo luogo, potremmo finire per battagliare ideologie lontane anni luce dalla nostra natura, dalla nostra coscienza.
Facciamo un esempio pratico che sconvolgerà tutti – sono sicura!

Il simbolo della pace: il pretesto

Un certo Gerald Holtom, nel 1958, coniò (almeno così raccontò) quello che conosciamo come il simbolo della pace.
Si, è quello che, da adolescenti -e forse anche oggi, abbiamo appiccicato sui nostri jeans e sulle nostre magliette, perché la band che amavano ne aveva fatto uno stendardo; è il simbolo della Campagna per il Disarmo Nucleare, per l’antimilitarismo; è quello associato spesso allo slogan: “fate l’amore, non fate la guerra”.
Gerald Holtom disse di aver preso a prestito, dalle segnalazioni nautiche (stilizzate e poste in un cerchio), le lettere N e D, appunto per invogliare al Nuclear Disarmament.

Lui spiegò così la sua ispirazione “Ero in uno stato di disperazione. Profonda disperazione. Ho disegnato me stesso: la rappresentazione di un individuo disperato, con le palme delle mani allargate all’infuori e verso il basso, alla maniera del contadino di Goya, davanti al plotone d’esecuzione. Ho dato al disegno la forma di una linea e ci ho fatto un cerchio intorno”.

Parrebbe una spiegazione esaustiva, quanto innocentemente paciera, se non fosse per il fatto che quel simbolo era già conosciuto -e da secoli e secoli- per altri motivi.
Il simbolo della pace, infatti, è un marchio esoterico molto antico, chiamato croce di Nerone, piede di gallo, piede di strega, zampa di corvo, croce spezzata. E’ l’emblema di satana, per ognuno di questi appellativi! Per riassumere il concetto in una sola frase, potremmo dire che è il simbolo della pace, senza Cristo, che spera nella decadenza del cristianesimo.

croce di nerone
photo web source

Il simbolo della pace – la croce di Nerone: la verità

Forse, guardando, ora, il cerchio con quelle linee alquanto sbilenche, riusciremo anche a intravedere una croce capovolta, in cui un Cristo -il nostro, unico e solo- ha le braccia abbassate, in segno di resa. Peggio ancora, potrebbe essere stato posto a testa in giù, così come furono crocifissi molti cristiani al tempo di Nerone.

Esso è inscritto in un cerchio, che indica la terra informe e deserta, descritta nel Libro della Genesi, prima della creazione del mondo e delle sue creature.
E non è tutto. La situazione si fa ancora più inquietante, se consideriamo che lo stesso simbolo, quello che definiamo della pace, è assimilabile ad una Runa dell’antico alfabeto germanico Futhark. Le Rune sono rappresentative e simboliche. A loro, si associano dei significati spirituali e sono interpretabili dritte o capovolte.

Così, la Runa associabile al simbolo usato per la pace, se posta dritta (ossia al contrario di come la vediamo nel simbolo di cui stiamo parlando) si definisce Algiz. Indica la manifestazione del divino; la fertilità, il benessere, l’equilibrio dell’uomo; l’influsso supremo del Dio sull’uomo e la protezione, per suo mezzo, da ogni attacco malefico.
Un’Algiz rovesciata, invece, si chiama Yr ed è definita la Runa della morte, dell’errore, della confusione, del falso, di chiunque sia influenzato dal potere delle tenebre.

Cosa dobbiamo chiederci

Dunque, cosa aveva inventato Gerald Holtom? Qual è la pace che ci vuole augurare chiunque faccia uso di questo simbolismo? Per quale forza vorrebbe farci battere e sotto quale stendardo difendere le nostre idee?
Come si può facilmente dedurre, essere pacifisti è ben altro che questo. Non si può predicare amore tra le genti, inneggiando un simbolo chiamato Runa della morte.
Tra l’altro, noi cristiani abbiamo già un simbolo della pace. La colomba, che annunciò a Noè la fine del diluvio universale e che, da allora, ci dice che la tempesta è passata.

E se proprio abbiamo bisogno di uno slogan, per sottolinearne il significato, prendiamo a prestito le parole di Madre Teresa di Calcutta: Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia”. Ora che conosciamo la verità, sul significato profondo del simbolo della pace, come pensiamo di agire? Sappiamo bene che Gesù ha detto: “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”, liberi dal peccato e dal male che si propaga attraverso di esso.

Croce di Nerone

E’ da notare anche che Gerald Holtom “riportò alla luce” il cosidetto simbolo della pace per la Santa Pasqua di quell’anno, rinunciando ai diritti sul copyrigth (forse perché non esistevano?). Sono tutte coincidenze o una certa cultura del male coglie ogni pretesto per oscurare la luce che viene nel mondo, che vince la morte, mettendoci più impegno di quello che noi impieghiamo per cercare e credere nella Verità?

Antonella Sanicanti

fonte: https://www.lalucedimaria.it/simbolo-pace-via-satana/

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LIBERI IN VERITATE 26 Marzo 2022

LIBERI IN VERITATE 26 Marzo 2022
Qui non est mecum, contra me est: et qui non colligit mecum, dispergit.
Lc 11, 23

Carissimi Amici,

Decenni fa, i cospiratori che oggi stanno portando a compimento il colpo di stato globale si riunivano per dare corpo al loro piano eversivo. E lo facevano spiegando bene quello che avevano in mente: alcuni teorizzando la decimazione della popolazione mondiale; altri affermando che una pandemia sarebbe stata uno strumento perfetto per imporre la riduzione dei diritti fondamentali; altri ancora spiegando come avrebbero impoverito l’economia, eliminato le piccole aziende e ridotto gli stipendi; eliminato le tutele dei lavoratori, privatizzato i servizi pubblici; come avrebbero promosso l’immigrazione e modificato il tessuto sociale. Ci hanno insomma fornito i loro piani d’attacco, li hanno pubblicati sui loro siti, ne hanno parlato ai loro convegni. E non si sono limitati a questo, ma hanno scelto i futuri leader del mondo, giovani allora quasi sconosciuti, formandoli alla scuola del World Economic Forum – il Forum for Young Global Leaders di Davos – e dando loro istruzioni su come realizzare concretamente gli scenari del Great Reset.

Dinanzi a quella dichiarazione di guerra, taceva la Gerarchia della Chiesa- conciliare, nel timore di apparire integralista; tacevano i fedeli e i cittadini, tenuti all’oscuro delle trame del nemico; tacevano gli intellettuali cattolici, spesso essi stessi distratti da diversivi offerti proprio dai cospiratori o dai loro complici; tacevano i moderati del conservatorismo montiniano, troppo presi dalle loro disquisizioni astratte o troppo impegnati a cercarsi un ruolo istituzionale dal quale trarre qualche immediato profitto.

Così, mentre i figli delle tenebre si organizzavano e preparavano con efficienza il loro attacco finale; mentre i loro rampolli entravano in politica e conquistavano i vertici delle istituzioni – come già avevano fatto certi chierici modernisti in seno alla Chiesa, ascendendo i gradi della Gerarchia conciliare – tra i conservatori ci si baloccava con il doppio Confiteor nella Messa tridentina o ci si punzecchiava l’un l’altro per questioni che, con gli occhi di oggi, giudicheremmo quantomeno marginali.

Ma quei piani di guerra, quelle prove del tradimento e della cospirazione, non hanno indotto nessuno di noi – riconosciamolo onestamente – a dare una formazione intellettuale e una preparazione ideologica ai nostri giovani, né ad insegnar loro ad usare le armi dottrinali, morali e politiche con cui combattere. Come se la consapevolezza di un attacco imminente fosse stata sufficiente a scongiurarlo; anzi: come se nel comprendere chi fosse il nemico e quali mezzi egli volesse usare per cancellare la società tradizionale ci bastasse compiacerci della nostra perspicacia, senza organizzare alcuna forma di resistenza.

Il male si afferma con orgoglio luciferino, pretende di essere accettato in quanto tale, così come la menzogna esige di esser creduta proprio perché palesemente falsa. Il bene invece pare vergognarsi, la verità prova quasi imbarazzo ad essere affermata, e cerca spesso di rendersi accetta concedendo qualcosa all’avversario. Sono Cattolico, ma… Sono tradizionalista, però… Mentre nessuno, sul versante opposto, cede a compromessi col bene. Un paradosso, questo senso di inferiorità dei buoni dinanzi all’arroganza dei malvagi. Ma chi si vergogna della verità, si vergogna di Dio, che è Egli stesso Verità somma. Ma solo chi è nella Verità è veramente libero – Liberi in veritate – come promette il Signore: Veritas liberabit vos.

Oggi, dinanzi all’evidenza che quel piano infernale sta giungendo alle fasi finali, qualcuno di noi finalmente si è deciso a muoversi, a combattere, a chiamare a raccolta i Cattolici e le persone di buona volontà per far fronte comune contro il nemico. Con un sano realismo, e un doveroso esame di coscienza, dobbiamo ammettere di aver perso molto tempo, di non aver colto preziose occasioni, di aver preferito affermare le nostre piccole peculiarità per dividerci tra di noi, come se non fossimo già abbastanza divisi e disorganizzati.

Questa premessa è indispensabile per fare tesoro degli errori commessi e trarne una lezione per il presente, perché questi errori non si abbiano a ripetere, tanto nelle questioni religiose quanto in quelle civili e politiche. Siamo un pusillus grex, e questo è un destino che la Provvidenza ci ha assegnato come segno distintivo della nostra impotenza dinanzi al mondo, dinanzi alla quale dobbiamo avere il coraggio di combattere ugualmente, e la fiducia di avere dalla nostra parte il Signore Iddio degli eserciti schierati in ordine di battaglia, la Vergine Santissima nostra Condottiera, il Principe delle Milizie celesti San Michele Arcangelo, e tutta la Corte celeste. Siamo come Davide contro Golia, armati solo di una fionda, certo, ma la nostra mano è guidata da Dio perché colpisca il bersaglio e lo abbatta.

Cari amici di Liberi in Veritate, voi oggi state chiamando a raccolta tante buone persone, alle quali la farsa pandemica e gli eventi bellici hanno aperto gli occhi, mostrando la minaccia incombente di un potere ostile e asservito al demonio. Assieme a voi altri – forse meno saldi nella dottrina e meno consapevoli dei piani di guerra del nemico – si stanno svegliando dal loro torpore e cercano di coordinarsi per impedire l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. Altri ancora, che nella confusione del momento crediamo possibili alleati, forse pensano di poter distrarre una parte dei buoni, facendo loro credere di combattere quel nemico, per poi vanificare i loro sforzi con quelle che gli esperti chiamano operazioni di gatekeeping. Ma queste, in fondo, sono le incognite che si presentano sempre a chi sceglie di agire, senza limitarsi a guardare da spettatore. Questi sono i rischi che l’azione comporta inevitabilmente, mentre chi critica senza schierarsi ha mille pretesti per giustificare la propria ignavia.

Certo, muoversi nelle acque infide della politica per chi non vi è abituato è sempre rischioso e può dar luogo a sconfitte e fallimenti. Ma se a muovervi sono santi propositi e buone intenzioni, e se la vostra azione saprà essere illuminata dalla Fede e infiammata dalla Carità, la vostra inesperienza, le vostre piccole ingenuità, i vostri errori saranno ampiamente compensati dalla Grazia, e il Signore si degnerà di farvi partecipi della Sua vittoria, perché avete avuto il coraggio e la determinazione di combattere il bonum certamen al Suo fianco. Qui non est mecum, contra me est, dice Nostro Signore, et qui non colligit mecum, dispergit. Ed è significativo che questa affermazione lapidaria venga subito dopo la pericope dell’indemoniato, nella quale ci è mostrata l’organizzazione militare del diavolo: Omne regnum in seipsum divisum desolabitur, et domus supra domum cadet. Si autem et Satanas in seipsum divisus est, quomodo stabit regnum ejus ?

E ancora: Cum fortis armatus custodit atrium suum, in pace sunt ea quæ possidet. Si autem fortior eo superveniens vicerit eum, universa arma ejus auferet, in quibus confidebat, et spolia ejus distribuet.

Certo, i figli delle tenebre sono ben più organizzati e astuti dei figli della luce, ma è il Signore stesso che ci esorta a coniugare la prudenza e la semplicità: Ecce ego mitto vos sicut oves in medio luporum. Estote ergo prudentes sicut serpentes, et simplices sicut columbæ. Questo non significa, ovviamente, che dobbiamo comportarci in modo disonesto, ma che viceversa non dobbiamo farci un alibi della bontà dei nostri principi per agire da sprovveduti o da irresponsabili. Il nostro essere numericamente pochi non va inteso come un difetto, se sapremo essere lievito della massa.

In questa battaglia spirituale contro forze che appaiono enormemente più organizzate di quanto non siamo noi, dobbiamo compiere con generosità la nostra scelta di campo, schierarci al fianco del nostro Re, al Quale appartiene una vittoria certissima; e porci sotto il manto della Vergine Santissima, Regina delle Vittorie, alla Quale la Provvidenza ha dato il potere di schiacciare il capo dell’antico Serpente.

Il nostro addestramento inizia in ginocchio, con la preghiera assidua, la recita del Santo Rosario, la vita della Grazia, il nutrimento celeste della Santissima Eucaristia, l’assistenza alla Santa Messa, la penitenza e il digiuno. Una palestra spirituale, nella quale possiamo prepararci allo scontro e rafforzarci nelle Virtù, per non cedere agli assalti del Maligno. Questo nostro addestramento ci renderà davvero come il lievito della massa, e quanti con generosità si affiancheranno a voi anche senza condividere tutto ciò che voi credete e volete, presto si uniranno a voi anche nella professione dell’unica Fede, perché avranno in voi un esempio e un modello.

Fecit potentiam in brachio suo, dispersit superbos mente cordis sui. Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles. Mostratevi degni di questa opportunità preziosa, nell’umiltà di chi per primo è consapevole della propria nullità, e dell’onnipotenza di Dio. Perché proprio nell’umiltà il Signore si compiace di compiere cose grandi. E domani, con la Grazia di Dio, potremo cantare con Cristo il nostro Lætare.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

26 Marzo 2022
Sabbato Hebdomadæ III Quadragesimæ

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Il 25 marzo il Papa consacrerà Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

Lo rende noto in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. Per la consacrazione è stato scelto il giorno della festa dell’Annunciazione del Signore. Lo annuncia in un tweet anche il Papa, invitando a pregare per la pace.

Testo in lingua italiana

Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle ore 17:00 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima da Sua Eminenza il Cardinale Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, come inviato del Santo Padre.